La Bce conferma l'uscita dal Quantitative easing a gennaio 2019

Cornelia Mascio
Agosto 12, 2018

"I consumi privati continuano a essere sostenuti dal perdurante aumento dell'occupazione, a sua volta in parte riconducibile alle passate riforme del mercato del lavoro, e dalla crescente ricchezza delle famiglie". Lo si legge nel bollettino economico della Bce pubblicato questa mattina. Gli investimenti delle imprese - sottolinea la Bce - beneficiano di condizioni di finanziamento favorevoli, dell'aumento della redditività delle imprese e del vigore della domanda.

Lo scrive la Bce in un'anticipazione del bollettino economico. I dazi, inoltre, hanno ridotto il contributo degli scambi commerciali.

La Banca Centrale ritiene comunque che "un ampio grado di accomodamento monetario è ancora necessario" affinché l'inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine. In particolare, in Italia e in Spagna, paesi che non si sono completamente ripresi, non si è assistito alla crescita del reddito da lavoro e del consumo.

"Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo ha confermato che l'Eurosistema continuerà a effettuare acquisti netti nell'ambito del programma di acquisto di attività (PAA) all'attuale ritmo mensile di 30 miliardi di euro sino alla fine di settembre 2018". "Per contro, i consumi in Italia e in Spagna non hanno ancora evidenziato una completa ripresa", pur avendo riaccelerato dal 2013 in poi. In un'anticipazione del bollettino la Bce aveva scritto che "in Italia e in Spagna la retribuzione reale dei dipendenti rimane significativamente più bassa rispetto a prima della crisi, sia per una moderazione salariale indotta dalla crisi che per la disoccupazione che rimane elevata".

Se in Italia e Spagna i consumi arretrano, non è così per Germania e Francia che si collocano a un livello più alto di circa il 10 per cento rispetto al periodo a essa precedente.

Lo studio analizza anche l'andamento dei redditi da interessi che nel settore delle famiglie è rimasto abbastanza stabile in Germania e Francia, meno in Italia e in Spagna.

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