Via bonus 80 euro per finanziare flat tax. Palazzo Chigi: "Fake news"

Cornelia Mascio
Agosto 12, 2018

Il segretario Maurizio Martina, via Twitter, avvisa: "Giù le mani dagli 80 euro dei lavoratori per pagare la flat tax ai ricchi". "Questo è il governo del cambiamento - ha ribadito - ma non può inventare da dove si ricavano le risorse economiche". Rischia, per dire, di essere rinviata la riforma della legge Fornero, cavallo di battaglia leghista: sulle pensioni si farebbe solo "quota 100". La Lega aveva invece un pregiudizio sul reddito di cittadinanza immaginando che si trattasse di una misura per non lavorare. Gli azionisti di governo, che guardano alle europee 2019, vogliono mostrare da subito di tener fede agli impegni. Ma come coprire le misure promesse, è ancora una grande incognita. Nella lunga lista di detrazioni e deduzioni possibili ci sono anche spese mediche o veterinarie, per i disabili, per la previdenza integrativa, per il mutuo. Fonti del Mef lo ribadiscono ancora in mattinata, nonostante il fuoco di fila di Di Maio e Salvini.

Al momento quindi gli 80 euro in busta paga del bonus sembrerebbero essere salvi, ma per sapere se questa scelta verrà confermata o meno non rimane che aspettare l'autunno quando sarà presentata la legge di Bilancio. Ricordando che Tria, nel parlare di 80 euro in un'intervista al Sole 24 ore, ha dato la garanzia "che nessuno perda nel passaggio dal vecchio al nuovo".

Tutto rimandato a settembre, insomma, perché al momento nessuna decisione ufficiale è stata presa e non si conoscono bene le risorse su cui contare. Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro e leader dei Labour Dem, minimizza la discussione sugli 80 euro e prevede una legge di Bilancio con riforme all'acqua di rose, ma indica il campo minato su cui cammina il Governo gialloverde: "Le bombe si chiamano Ilva, Tav e Tap". "È molto meglio una riduzione di tasse di un bonus".

Addio al bonus degli 80 euro di Renzi. "Una maggiore incertezza sul futuro allarga i differenziali perché spinge gli investitori su titoli più sicuri - aggiunge - Non mi risulta però che ora ci sia una "fuga" dai titoli italiani". Il governo "non vuole fare il gioco delle tre carte, non tireremo la coperta da una parte per scoprirla dall'altra", prova a rassicurare Di Maio.

Da una nota diffusa nel corso della scorsa settimana in merito alla possibilità di sviluppare tali piani, si apprende che si "confermano la compatibilità tra gli obiettivi di bilancio già illustrati in Parlamento e l'avvio delle riforme contenute nel programma di governo in tema di flat tax e reddito di cittadinanza".

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