Di Maio: "Governo non è ricattabile"

Cornelia Mascio
Agosto 14, 2018

Di Maio annuncia poi la riflessione su un decreto legge "per ricostituire la cassa integrazione per cessazione, che riguarderà migliaia di lavoratori". Di Maio assicura che il tetto del 3% di deficit "non ci sarà bisogno di sforarlo. E' più una speranza delle opposizioni, ma se qualcuno vuole usare i mercati contro il governo, sappia che non siamo ricattabili". Di Maio ha parlato anche di vaccini, ribadendo che il M5s non è mai stato contrario, e ha promesso "rispetto degli equilibri di bilancio" a patto che l'Ue "ci lasci fare le riforme". Con Conte e Tria convinceremo la Ue a farci fare riforme che porteranno all'abbassamento del debito e all'aumento della domanda interna. Sulle Europee, "i numeri dicono che la maggioranza formata da Ppe e Pse non esisterà più, finirà l'epoca dell'austerity e inizierà un nuovo settennato di bilancio espansivo".

E sulla durata del governo del cambiamento, il leader 5Stelle ha detto: "Con la Lega possiamo lavorare cinque anni in piena lealtà". Sulle divisioni nel M5s, "voglio mettere a tacere qualche idea malsana contro i vaccini". Da quando sono capo politico non siamo mai stati contro, vogliamo che si facciano. Sul centrodestra, "non spero nello sfaldamento dell'alleanza, ma vedo che i rapporti tra sedicenti alleati sono a un punto critico". "Finché non li riformeremo queste famiglie hanno bisogno di aiuto".Infine, una battuta sull'Ilva: "Quando ci saranno i presupposti per un accordo li metteremo sul tavolo e cercheremo un'intesa, ma ancora non ci siamo". "La Tav, come è scritto nel contratto, va ridiscussa".

Nei giorni scorsi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti aveva detto: "L'attacco io me lo aspetto, i mercati sono popolati da affamati fondi speculativi che scelgono le loro prede e agiscono", aggiungendo che "abbiamo visto cos'è accaduto a fine agosto nel '92 e sette anni fa con Berlusconi. Non vediamo di buon occhio legare l'obbligo alla frequenza scolastica, invece che introdurlo quando c'è rischio di epidemie", spiega subito Di Maio dopo le tante (forse) troppe ultime polemiche sul Decreto Lorenzin e l'obbligatorietà delle vaccinazioni per essere iscritti a scuola. "La legge va applicata, perché non si gioca con la salute".

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