Mit avvia indagine, Di Maio tira dritto su revoca concessioni Autostrade

Cornelia Mascio
Agosto 18, 2018

Di Maio sferra un attacco micidiale, che coinvolge la vecchia politica e i Benetton: "Nello Sblocca Italia nel 2015 fu inserita di notte una leggina che prolungava la concessione a Autostrade in barba a qualsiasi forma di concorrenza". Intende revocare la concessione ad Autostrade senza aspettare l'esito dell'inchiesta sulla tragedia del ponte Morandi. Il premier Giuseppe Conte ha annunciato l'inoltro a Autostrade per l'Italia della lettera di contestazione che avvia "la procedura di caducazione della concessione". Possiamo dire che qualcosa è andato storto nelle privatizzazioni italiane?

Parte l'iter per la revoca delle concessioni ad Autostrade, che tra l'altro rischia multe fino a 150 milioni di euro. Se vogliamo fare i confronti confrontiamo elementi equiparabili, altrimenti o è malafede o è ignoranza colossale. Lo si legge in una nota, che precisa: "E' una fiducia che si fonda sulle attività di monitoraggio e manutenzione svolte sulla base dei migliori standard internazionali".

Analisti scettici. Gli analisti abbassano le stime sul titolo di Atlantia ma sono scettici sul fatto che il contratto di concessione possa essere revocato, sia per via dei costi a carico dello Stato che per la sussistenza dei presupposti giuridici che possano far scattare la richiesta. Molti ingegneri hanno sostenuto inoltre che il ponte fosse pericolante da tempo e che fosse affetto da danni strutturali sin dai primi anni di utilizzo, dunque che la normale manutenzione potesse non essere sufficiente a garantire la sicurezza degli automobilisti. Ripercussioni si sono avute anche sui bond Atlantia. Di questo l'azienda dovrà rispondere: "Farà tutto ciò che è in suo potere per favorire l'accertamento della verità e delle responsabilità dell'accaduto". Si tratta di una prassi comune in questi casi. Anche Forza Italia vuole che le Camere indaghino. Si crea una bolla intorno ai concessionari privati che marca come "populista" chiunque provi a evidenziare la palese contraddizione tra rischio e rendimento nel caso delle concessioni autostradali italiane; neanche i cattolici riservano al Papa una tale devozione.

Sull'eventuale penale che, in caso di revoca della concessione, si dovrebbe pagare ad Atlantia, controllante di Autostrade per l'Italia, Di Maio aggiunge: "I venti miliardi di penale si devono pagare quando si straccia un contratto senza motivazione".

Sulla questione clausole contrattuali, il Governo controreplica con Di Maio: "Di fronte ai morti non ci sono clausole che tengano". Questa sarebbe informazione? Sarebbero questi i commenti "terzi" sulla vicenda? E che comunque sarebbe pronta nel 2029. Pertanto, gestisce lo Stato stesso (magari attraverso l'Anas), o gestisce un nuovo soggetto privato.

Genova - "Vertici Autostrade per l'Italia responsabili, si dimettano". Perché devi pagare un sacco di soldi per revocare la concessione e perdi le opere pubbliche che servono e per le quali loro sono impegnati. In quest'ultimo frangente, al massimo, la ricognizione viene affidata a ingegneri esterni, ma alla fine sempre pagati da Autostrade. Né gli enti locali, né il ministero delle Infrastrutture intervengono con loro specialisti. La concessione alla Società Autostrade per l'Italia è regolata dal decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262, convertito dalla legge 24/11/2006 n. 296.

La revoca, oltretutto, comporta dei problemi anche sotto il punto di vista economico, che non vanno sottovalutati.

Nelle ultime ore si era parlato del tentennamento del vicepremier e ministro Matteo Salvini, in merito alla revoca della concessione ad Autostrade, controllata da Atlantia.

Ma nel nuovo scenario in cui si corre al capezzale del concessionario si invoca il mercato contro lo Stato.

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