Di Maio insiste: "Vogliamo revocare la concessione a Autostrade"

Cornelia Mascio
Agosto 19, 2018

Si preannuncia una giornata da incubo in Borsa per Atlantia, la holding che controlla Autostrade per l'Italia, all'indomani dell'annuncio da parte del governo di volere revocare la concessione alla società che gestiva il tratto di autostrada interessata dal crollo di Ponte Morandi a Genova. "Le modalità dell'annuncio possono causare riflessi per azionisti e obbligazionisti della società".

Atlantia, il cui principale azionista è la famiglia Benetton, giovedì 16 agosto non è riuscita a fare prezzo in avvio di contrattazioni a Piazza Affari.

In 5 anni - dal 2012 al 2017 - Atlantia dichiara di aver speso un miliardo all'anno per manutenzioni su 3.000 chilometri di strade. Infine, sono stati avviati accertamenti per valutare se ci siano stati inadempienze gravi da parte della societa'. Sempre secondo Bruxelles, in aprile è stato approvato un piano di investimenti da 8,5 miliardi per le autostrade italiane. Attenzione sulla tragedia anche Swiss Re, che è fra gli assicuratori di Autostrade per l'Italia: "Siamo al lavoro, continueremo a sostenere il nostro cliente nella gestione dell'impatto di questo tragico evento sulle vittime e sulle loro famiglie", spiegano dalla compagnia svizzera. Tra le ipotesi al vaglio, secondo quanto anticipato dal sottosegretario ai Trasporti Rixi, c'è anche la revoca della sola concessione sulla A10, oltre alla sanzione.

Due giorni dopo il crollo del viadotto Polcevera di Genova costato la vita a 38 utenti, prende la parola Atlantia S.p.A. E' quanto afferma il vice premier Luigi Di maio nel corso della trasmissione In Onda su La7. "Il governo accelera. La volontà politica è revocare la concessione alla società Autostrade" ha aggiunto Di Maio aggiungendo che "c'è piena sintonia tra il premier, il sottoscritto e Salvini e il ministro Toninelli".

Atlantia si è lamentata del fatto che il governo Conte stia agendo senza aspettare la fine delle indagini e in effetti in uno stato di diritto prima di prendere decisioni avventate le autorità dovrebbero aspettare di conoscere i colpevoli e che vengano accertate le cause dell'incidente. In entrambi i casi la verità è più forte delle chiacchiere: "il mio governo non ha preso un centesimo da questi signori, che non hanno pagato la mia campagna elettorale, né quella del Pd, né la Leopolda". Noi come prima cosa revocheremo le concessioni e poi inviteremo i vertici a dimettersi.

"I venti miliardi di penale si devono pagare quando si straccia un contratto senza motivazione".

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