Carige: il primo azionista Malacalza sale al 27,5%

Cornelia Mascio
Settembre 14, 2018

Malacalza Investimenti, primo azionista di Banca Carige, è salita al 27,555% del capitale della banca lo scorso 7 settembre.

Oggi, intanto, è scoccata la "record date" dell'assemblea del 20 settembre: solo chi possiede le azioni alla data odierna potrà votare per la nomina del Cda, indipendentemente dal fatto che nei prossimi giorni venda o acquisti titoli; l'affluenza è attesa molto alta, si dice anche al 70%, con il grosso delle richieste di partecipazione che arriveranno entro lunedì 17. La sfida principale resta tra la famiglia Malacalza e la cordata guidata dal finanziere Raffaele Mincione, alla ricerca di alleati tra gli azionisti minori. Il collettivo rivale, in tutta risposta, ha parlato di "causa infondata e strumentale", un tentativo di interferire con la "formazione della volontà assembleare". Il superamento della quota del 25% è frutto dell' acquisto fuori mercato di un pacchetto del 3,076% di Carige.

Malacalza ha inoltre sottolineato la possibilità di rafforzare ancora la sua partecipazione, che non supererebbe comunque la soglia del 30%.

Oltre alla lista dello stesso Malacalza - che ha indicato come candidato alla presidenza il banchiere Pietro Modiano, attuale numero uno di Sea, alla vice presidenza l'economista Lucrezia Reichlin e nell'elenco dei candidati figure del calibro di Fabio Innocenzi, Stefano Lunardi, Salvatore Bragantini e Francesca Balzani - ci sarà il collettivo di Raffaele Mincione, che detiene una posizione che si aggira intorno al 24%. Una frammentazione del voto favorirebbe indirettamente il mantenimento dello status quo e renderebbe più probabile l'uscita di scena dell'amministratore delegato Paolo Fiorentino, entrato in rotta di collisione come già i suoi due predecessori con Vittorio Malacalza. Pacchetto che potrebbe essere stato ceduto dalla Sga del Tesoro, che nelle ultime sedute ha significativamente ridotto la sua partecipazione in Carige, inizialmente pari al 5,4%.

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