Carige, patto Mincione va autorizzato

Cornelia Mascio
Settembre 14, 2018

I soci del patto hanno quindici giorni per chiedere l'autorizzazione, in assenza della quale "non possono essere esercitati i diritti di voto e gli altri diritti che consentono di influire sulla società per la quota azionaria che nel complesso eguaglia o eccede la suindicata soglia del 10% del capitale", scrive Bankitalia. Senza istanza di autorizzazione Bankitalia "avvierà il procedimento amministrativo di ufficio".

Ago della bilancia potrebbero essere Sga, accreditata inizialmente di una quota del 4,9% ma che sta approfittando dei recuperi in borsa delle quotazioni di Banca Carige per alleggerire la propria partecipazione, o i fondi azionisti, che però paiono intenzionati a sostenere la lista di minoranza presentata da Assogestioni con l'appoggio di Arca Sgr, Eurizon Capital Sgr, Fideuram Investimenti Sgr, Fideuram Asset Management, Interfund Sicav, Alleanza Assicurazioni, Mediolanum Gestione Fondi Sgr e Mediolanum International Funds. La mossa era attesa per due motivi: perché il gruppo è autorizzato a crescere fino al 28% e perché si avvicina l'assemblea, che sarà teatro dello scontro frontale con il terzetto formato dal finanziere Raffaele Mincione e dagli imprenditori Gabriele Volpi e Aldo Spinelli, forti di un complessivo 20%, ma tutto da verificare alla luce della richiesta di Bankitalia. Lo si legge nella dichiarazione rilasciata alla Consob dopo aver superato il 25% del capitale. Il finanziere Mincione, attraverso la sua società lussemburghese POP12, ha presentato una lista di candidati alternativa a quella di Malacalza Investimenti, primo azionista della banca con oltre il 27%, siglando con Spinelli e Volpi un patto di sindacato che vincola gli aderenti a votarla. In Carige, la guerra non è solo finanziaria, ma anche legale, con corsi e ricorsi incrociati.

Malacalza stesso nel frattempo ha chiesto al tribunale di Genova di inibire la lista per il Cda presentata da Raffaele Mincione, finendo però a sua volta al centro di un esposto in Consob per possibile manipolazione del mercato. L'appuntamento più vicino e quello di sabato, 15 settembre, quando i giudici genovesi cominceranno a esaminare il ricorso d'urgenza presentato da Malacalza.

La decisione della vigilanza arriva a una settimana dall'assemblea per la nomina del Cda, in programma il 20 settembre. Vista l'aria che tira, infatti, sembra che nessuno abbia voglia di deporre le armi.

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