Gdf Chieti scopre maxi frode fiscale

Cornelia Mascio
Settembre 14, 2018

La Guardia di Finanza ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo 'per equivalente' emesso dal Gip presso il Tribunale partenopeo, fino al valore delle imposte evase, complessivamente ammontanti ad euro 8.697.431, profitto illecito di una maxi frode fiscale perpetrata nel commercio di calzature e capi di abbigliamento.

Grazie a questo meccanismo fraudolento, il gruppo imprenditoriale riusciva a non dichiarare enormi incassi, sottraendo così entrate notevoli al fisco. Per contro, i soci continuavano a finanziare le aziende con nuovi e sorprendenti apporti di capitali i quali non erano altro che i ricavi scomparsi.

Gli enormi vantaggi consistevano nell'evitare l'imposizione diretta ed indiretta dei corrispettivi realmente ottenuti in capo alle società e la tassazione sulla distribuzione degli utili ai soci i quali sembravano disporre di fondi illimitati.

In conseguenza del meccanismo fraudolento il denaro frutto dell'evasione è stato riciclato in attività lecite.

In particolare, rivelano dalla Guardia di Finanza, è emerso che cinque imprenditori, legati tra loro da un vincolo di parentela, avrebbero effettuato individualmente, nel tempo, continui versamenti o conferimenti nelle "casse" delle loro innumerevoli società (oltre 170 nel periodo esaminato dal 2005 al 2014).

Nel frattempo gli avvisi emessi dall'Agenzia delle Entrate hanno portato al recupero di somme per oltre 2 milioni di euro.

Cinque persone, legali rappresentanti di sette società di capitali sono state denunciate a piede libero per dichiarazioni fraudolente mediante artifizi, sei le persone denunciate per dichiarazioni infedeli in quanto avrebbero percepito redditi da capitali in nero.

L'evasione produce effetti negativi per l'economia, ostacola la normale concorrenza fra imprese, danneggia le risorse economiche dello Stato ed accresce il carico fiscale per i cittadini onesti.

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