Rocca di Papa - Coppia muore avvelenata dai funghi

Modesto Morganelli
Settembre 16, 2018

Il periodo tra settembre e ottobre è quello d'oro per i funghi: nei boschi è possibile trovare tutte le specie, ma aumentano le segnalazioni di intossicazioni o avvelenamenti, anche perché crescono gli "esperti fai da te" che li raccolgono e li mangiano talvolta senza sottoporli ai controlli. Ad accusare però i più gravi sintomi post avvelenamento sono stati i due anziani, trasportati d'urgenza prima al vicino ospedale di Frascati e poi trasferiti al Gemelli di Roma. L'incidenza delle intossicazioni da funghi nei bimbi è minore rispetto agli adulti, ma corrono il pericolo maggiore: il loro organismo è più sensibile a questo alimento e può venire danneggiato con maggiore facilità. E' ancora in gravissime condizioni la ragazzina, nonché altre due donne di 36 e 46 anni, attualmente dislocate presso il Bambino Gesù di Roma, l'ospedale di Velletri e l'Agostino Gemelli.

Le specie più pericolose (Amanita phalloides, Cortinarius orellanus, Gyromitra esculenta) possono danneggiare fegato e reni, con sintomi che si manifestano dopo molte ore (da 6 a 48), quando il danno agli organi interni è già avanzato. Altri tipi di funghi possono provocare reazioni 'a breve latenza' (fino a 6 ore) come disorientamento e convulsioni o gravi sintomi gastro-enterici con possibili ripercussioni metaboliche. In Italia si verificano 5 casi di intossicazione da funghi ogni 100.000 persone, lo 0,25% delle esposizioni a sostanze tossiche; al solo Bambin Gesù, ogni anno vengono ricoverati 10 bambini per questo motivo. "Spesso, infatti, i funghi vengono mangiati senza un'adeguata cottura, in cattivo stato di conservazione, in fase troppo avanzata di maturazione o in eccessiva quantità", spiega Marco Marano, responsabile del Centro Antiveleni.

Per la raccolta utilizzare contenitori idonei e aerati come i cestini. Inoltre, dal 1 gennaio 2000, tutti i cercatori di funghi devono essere in possesso del tesserino regionale di autorizzazione alla raccolta, rilasciato dall'amministrazione competente dopo aver frequentato un apposito corso di formazione micologica. Il Bambin Gesù ha un numero dedicato, dove esperti forniscono informazioni ed ipotesi di trattamenti in caso di intossicazione in età pediatrica.

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