Amazon, dipendenti vendevano dati in cambio di tangenti

Cornelia Mascio
Settembre 19, 2018

Amazon ha, comunque, deciso di mettere in atto un'indagine per capire chi siano i responsabili [VIDEO]della situazione che si è venuta a creare.

Il fenomeno si sarebbe verificato principalmente in Cina: venditori avrebbero chiesto e ottenuto (dietro pagamento di cifre che andavano dagli 80 ai 2000 dollari) dettagli sulle abitudini di acquisto dei clienti e sullo stato generale delle vendite. Secondo quanto affermato dal Wall Street Journal, i dirigenti della celebre compagni, hanno affermato di essere al lavoro per indagare su degli spiacevoli eventi che hanno visto protagonista la piattaforma di recente.

Social di nuovo nel mirino per violazione della privacy e questa volta tocca ad Amazon: alcuni suoi impiegati avrebbero dato, in cambio di tangenti, informazioni personali degli utenti ai venditori. Dopo la scoperta di questi fatti il colosso dell'eCommerce ha messo a punto nuovi sistemi, più efficaci per gestire l'accesso ai dati da parte di tutti e ha ricordato che "La violazione del nostro codice comporta sanzioni legali e penali, compreso il licenziamento". Il tutto per garantirsi la permanenza nella prima pagina dei risultati, quindi una maggiore visibilità e di conseguenza una maggiore probabilità di riuscire a vendere i propri prodotti.

La notizia infastidirà sicuramente i molti fedeli acquirenti di Amazon. Il lato oscuro di questo trend è il proliferare di finte recensioni positive e, come si sta appurando, l'acquisizione illecita di dati, statistiche e informazioni. Pare, inoltre, che alcuni impiegati abbiano sfruttato la possibilità di accedere ai sistemi di gestione per eliminare qualche recensione negativa di troppo. Secondo il Wall Street Journal esisteva anche una sorta di tariffario: cancellare una recensione negativa frutterebbe 300 dollari, con un massimo (per non farsi scoprire) di 5 al giorno.

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