Tangenti Algeria, processo Eni-Saipem: Scaroni assolto

Cornelia Mascio
Settembre 21, 2018

Per lui la procura aveva chiesto una condanna a 6 anni e 4 mesi.

Ma hanno invece assolto "per non aver commesso il fatto" l'ex amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni (divenuto nel frattempo vicepresidente della banca d'affari Rothschild, consigliere di amministrazione delle assicurazioni Generali e della Fondazione Teatro alla Scala, uomo in Italia del potente fondo statunitense di investimenti Elliott e neopresidente del Milan calcio dopo l'uscita del cinese Yonghong Li), nonché l'allora responsabile Eni in Nord Africa, Antonio Vella, che dal luglio 2014 con l'avvento in azienda di Claudio Descalzi guida una delle tre unità di business riorganizzate appunto dal nuovo amministratore delegato Eni. La condanna è stata decisa per l'accusa di corruzione internazionale in merito ad alcuni contratti ottenuti da Saipem in Algeria.

Condannati invece gli altri imputati: 4 anni e 9 mesi all'ex presidente e a.d. di Saipem Pietro Trali e l'ex direttore operativo di Saipem in Algeria Pietro Varone. Secondo quanto stabilito dai giudici, le tangenti sono state pagate alla società di consulenze di Hong Kong, la "Pearl Partners Limited" del franco-algerino Farid Bedjaoui, in cambio di una protezione a Saipem in otto contratti energetici per un valore complessivo di 11 miliardi di dollari.

Le accuse da parte del pubblico ministero nei confronti di Scaroni sono state considerate infondate dai giudici che lo hanno assolto. Nell'impostazione dell'accusa, Eni attraverso Scaroni, avrebbe avallato l'operazione, con un incontro in un albergo di Parigi, con l'ex ministro dell'energia algerino.

Al centro del processo c'era il presunto pagamento di quasi 198 milioni di euro di tangenti in Algeria per far ottenere a Saipem appalti da 8 miliardi di euro e 41 milioni di euro per far ottenere a Eni l'autorizzazione del ministro dell'Energia algerino ad acquistare la società canadese First Calgary Petroleums, titolare dei diritti per lo sfruttamento di un giacimento algerino di gas, a Menzel, e far estendere la concessione di sfruttamento.

La quarta sezione penale del Tribunale di Milano, presieduta da Giulia Turri, è arrivata alle stesse conclusioni a cui era arrivato nel 2015 il gup Alessandra Clemente.

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