Brexit, May: "Con l’Ue stallo nei negoziati". Opposizione laburista: "Hai fallito"

Remigio Civitarese
Settembre 22, 2018

Roma, 21 set. (askanews) - I negoziati tra il Regno unito e l'Unione europea sulla Brexit sono in una fase di "impasse".

Il Primo Ministro britannico è ora stretto tra due fuochi: da una parte l'Europa, che non sembra disposta a venirle incontro, e dall'altra il fronte interno nel suo Governo, dove rimane alta la percentuale di esponenti pronti a sfiduciarla, mentre il d-day della Brexit continua ad avvicinarsi. Tutti "siamo d'accordo che non ci può essere un accordo" di divorzio "senza un backstop legalmente vincolante", a garanzia del mantenimento di una frontiera aperta in Irlanda, ha detto May da Salisburgo: solo che questo backsop non può separare l'Ulster dalla Gran Bretagna e "dividere il Regno Unito in due territori doganali". Il Regno Unito si aspetta lo stesso trattamento.

Brexit: la proposta di secondo referendum viene completamente bocciata dal punto di vista della premier inglese Theresa May.

L'Unione europea ha respinto senza appello il piano della premier britannica sulla Brexit e ha fissato un termine preciso oltre il quale, senza risultati concreti, non è più disposta a negoziare: il vertice europeo di ottobre. Lo chiedono da tempo le associazioni anti-Brexit raccolte attorno ad Andrew Adonis e, dalla scorsa settimana, anche il sindaco di Londra Sadiq Khan che, una volta avuta conferma che sarà il candidato laburista alle prossime elezioni amministrative londinesi, ha gettato tutto il suo peso politico in questa richiesta di nuova consultazione popolare.

Il Consiglio europeo del prossimo mese sarà quello decisivo per definire gli effetti definitivi dell'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, in primis nei confronti della stessa organizzazione internazionale e nei confronti di chi ne fa parte. "L'importante - ha precisato - è che ci sia un'ampia partecipazione al meccanismo di redistribuzione, altrimenti non ha significato". "La sua strategia negoziale - rincara Corbyn - si è rivelata un disastro". "Ci siamo detti un po' tutti che dobbiamo arrivare a conclusioni" sui migranti perché "più ritardiamo più andiamo tutti in difficoltà" ha detto il premier Giuseppe Conte rispondendo, al termine del vertice di Salisburgo, ad una domanda sul confronto tra i leader europei.

Tali affermazioni vengono dettate in ragione di un concreto e ragionevole rischio per un corretto funzionamento del mercato unico, uno dei pilastri fondamentali della Politica dell'Unione.

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