Perché Di Maio non può escludere gli stranieri dal reddito di cittadinanza

Cornelia Mascio
Settembre 22, 2018

Ora però non risulta che sia stata presentata una nuova proposta di legge, non ci sono emendamenti al testo originale e quella del 2013 è l'unica "ufficiale". Riguardo all'ipotesi di uno sforamento del 2%, invece, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti ha spiegato: "A me non interessa né una virgola né un numero: interessa una politica credibile che faccia gli interessi di questo Paese". La legittimità del primo requisito potrebbe essere forse discutibile, ma sul secondo sono già pendenti giudizi: per noi è illogico e incostituzionale che vengano esclusi da una prestazione contro la povertà proprio gli stranieri che non hanno neanche il reddito minimo per ottenere il permesso di lungo periodo e che sono comunque regolarmente soggiornanti.

Un aggiustamento che, probabilmente, i pentastellati hanno apportato per garantire il sostegno alla misura degli alleati di governo della Lega: "Sono sicuro che gli amici 5 Stelle stanno studiando una formula del reddito di cittadinanza intelligente che lo limiti ai cittadini italiani", aveva infatti garantito ieri Matteo Salvini lasciando palazzo Grazioli, al termine del vertice di centrodestra. Treu ha ragione, la giurisprudenza, italiana e comunitaria, è dalla sua parte: il reddito di cittadinanza, così come qualsiasi altra prestazione sociale, non può essere erogato solamente a cittadini italiani, escludendo quelli di diversa nazionalità.

Il reddito di cittadinanza andrà anche agli stranieri.

Che il restringimento della platea del reddito di cittadinanza ai soli italiani possa escludere tanti stranieri lo si vede anche dall'identikit tracciato nell'ultimo rapporto del ministero del lavoro sull'Isee, l'indicatore della situazione economica equivalente, strumento indispensabile per accedere alle agevolazioni previdenziali e assistenziali (dall'assegno per il nucleo familiare allo sconto sulle tasse universitarie, dall'esenzione dal ticket sanitario all'assistenza per i disabili). Ancora un altro regolamento comunitario allarga la platea degli assistiti potenziali anche ai cittadini extra-Ue non rifugiati e ai familiari ricongiunti. Queste categorie sono il 65% degli stranieri e per questi non c'è spazio per alcuna deroga. Questa, a quanto apprende l'AdnKronos dai vertici del Movimento, la sintesi dell'incontro che si è tenuto nella sede del governo e che vede ancora tensioni tra i 5 Stelle e il responsabile del Tesoro. Spesso considerati stranieri di serie A, ma pur sempre stranieri. Inoltre, come ricorda l'avvocato Maurizio De Stefano ci sono alcune sentenze con le quali la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di alcune norme "riguardanti l'assistenza sociale degli stranieri extracomunitari, fondando tale declaratoria anche sul principio di non discriminazione affermato dall'art. 14 della Convenzione Europea dei Diritti dell'uomo".

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