Totti: "Il Milan mi voleva, mia madre disse no"

Paola Ditto
Settembre 22, 2018

Arrivò dopo un crescendo, erano anni che provocava, insultava me e i romani. Un continuo, poi la cosa è esplosa. La vicenda finì male, Spalletti lasciò Roma perché poi aveva pronta l'Inter, ma in città la gente lo fermava ai semafori per insultarlo, non c'era affatto un bel clima. Dopo i giocatori dell'Inter non mi assalirono e quando uscivo dal campo Maicon mi diede il cinque. "La sensazione era che anche tra i suoi compagni interisti Balotelli creasse qualche irritazione", le parole del dirigente giallorosso. Manco fosse la moglie. Per lei avremmo messo la mano su fuoco. Adesso è qui che mi abbraccia, mi bacia e mi dice che Mariani è già arrivato e sta valutando le lastre. Spalletti è quello che ha spinto di più per il ritiro. "Con la società erano una cosa sola".

Nello stesso ospedale è ambientato un incontro con Marcello Lippi, che quell'anno volle a tutti i costi portare con sé in Germania la bandiera della Roma. Se ne andò. Qualche giorno dopo l'assegno fu ritrovato sotto il sedile della sua macchina.

Dopo aver svelato che il Milan era pronto a comprarlo quando era un ragazzino: "Il Milan era pronto a versare 300 milioni per me quando avevo 12 anni, il no fu di mia madre: è vecchia maniera: apprensiva, possessiva. Adesso non rispondo a nessuno, ho una partita davanti che è più importante di qualsiasi cosa".

"Ci può essere sempre il cretino che insulta o fa la battutaccia, ma quando li incontro per strada la maggior parte dei laziali sono sportivi, mi fanno i complimenti". Se passa un piccione e lui dice che è un gabbiano, ti dimostrerà che è un gabbiano. Nello spogliatoio oggi si parla quasi solo inglese. "In ritiro, rientrato dal campo, ognuno si isola in camera sua col telefonino a navigare o mandare messaggi".

"Ancora non lo so". Quel che facciamo, in sostanza, è chiacchierare di calcio: l'analisi dei giocatori che la Roma potrebbe acquistare è ovviamente un pretesto, perché in realtà discutiamo di tutto, dallo stile di gioco delle grandi squadre europee all'assoluta specificità del contesto romano, il più grande sin lì conosciuto da lui, che viene dall'Udinese.

La pubblicazione di questa biografia incuriosisce talmente tanto, che alcuni followers chiedono a Totti su Twitter se sarà tradotta in altre lingue e proprio attraverso i social, il capitano svela la copertina, con un suo primo piano in bianco e nero e chiede ai suoi tifosi: "Come sto?".

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