Il coraggio di abolire il "business" dei test di Medicina

Modesto Morganelli
Settembre 24, 2018

Ma Grillo non si concentra solo sull'ingresso a Medicina e affronta anche il tema del post laurea.

"Condividiamo in pieno le parole del Ministro della Salute, Giulia Grillo, sulla necessità di dire 'basta' al numero chiuso per l'ingresso nelle facoltà di medicina". Il risultato è che in tutti questi anni, mano a mano che il problema cresceva e la politica lo ignorava, ogni Regione e ogni ASL si è barcamenata inventando soluzioni "creative" quasi mai un normale contratto di lavoro stabile. Rispondendo poi a una domanda sulla carenza di medici specialisti nei pronto soccorso, spiega che "per tamponare la situazione stiamo lavorando a una misura urgente che consenta a chi ha maturato un'adeguata esperienza nell'area dell'emergenza, anche con contratti precari ma senza specializzazione, e che lavora da tempo nei pronto soccorso di accedere ai concorsi che spesso registrano pochissime adesioni".

A volte se i migliori cervelli fuggono all'estero, è anche colpa nostra. Il perchè presto detto: i medici stanno scomparendo e i test di ammissione - sulla cui natura ci sarebbe da discutere - si stanno trasformando in un business per società e addetti ai lavori più che in una opportunità per decine di migliaia di ragazzi che ambiscono a voler arricchire le nostre professionalità mediche. La prossima settimana ho convocato al Ministero i sindacati proprio sul tema del contratto, fermo da quasi 10 anni.

Ci stiamo occupando però della questione formazione del personale medico, sia sulla formazione pre-laurea che post.

"Come è concepita oggi la norma non è meritocratica". Rivedremo le modalità di selezione, ad esempio prendendo spunto dal modello francese che prevede libero accesso al primo anno e sbarramenti successivi in modo da premiare il merito.

"Partiremo dal calcolo del fabbisogno per essere sicuri di non restare senza medici e magari importarli dall'estero".

Vogliamo riportare la meritocrazia nella sanità e mettere in cantiere riforme strutturali che riportino il Servizio sanitario nazionale ad un livello superiore.

Un altro nodo che intendiamo sciogliere è quello dell'incompatibilità che non consente a un medico di famiglia (MMG) in formazione di svolgere altre mansioni.

"Di entrambe. Ma bisogna procedere con ordine e fare riforme serie". A 28 anni, dopo anni di studio intenso, con 800 euro al mese non si può pensare al futuro. E nella legge di bilancio vedrete.

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