Francia taglia tasse, deficit/Pil sale al 2,8%. Di Maio: facciamolo anche noi

Cornelia Mascio
Settembre 26, 2018

L'alleggerimento fiscale, infatti, ha rivendicato il presidente Emmanuel Macron, pur in presenza di un aumento del prezzo dei carburanti, sarà "il più consistente" degli ultimi dieci anni.

A proposito, la manovra di Macron prevede un taglio di 4000 posti di lavoro nella Pubblica Amministrazione. "Ti garantisco che non ci saranno tagli ai servizi sanitari. Dobbiamo allontanare i dirigenti politicizzati, eliminare gli sprechi e fare nuove assunzioni", ha spiegato.

"Non è possibile rimodellare il sistema dei pagamenti in modo che i debiti Target diventino debiti della Banca centrale di quel Paese, per esempio con tassi variabili e scadenze a lungo termine, rendendo così i debiti esigibili immediatamente?", ha chiesto a Draghi.

Francia vara maxi taglio tasse, deficit-Pil al 2,8%. Nel bilancio francese la spesa per oneri sul debito pubblico è fra i 41 e i 42 miliardi l'anno, pari all'1,7% del Pil.

Repubblica definisce 'superficiali' le affermazioni di Di Maio: "In primo luogo il debito della Francia, quest'anno, è al 96,4 per cento del Pil: non solo è più basso di quello italiano, che è notoriamente al 130,7 per cento, ma anche dopo la crisi del 2011 è cresciuto meno del nostro" scrive Roberto Petrini, che mette in evidenza anche altri due fattori: Parigi gode di una fiducia dei mercati assai maggiore con uno spread con il Bund tedesco a 32 punti base, invece che a 250, e previsioni di crescita nel 2019 per la Francia all'1,7 per cento del Pil e per l'Italia all'1%. Noi siamo un Paese sovrano esattamente come la Francia.

"La Francia per finanziare la sua manovra economica farà un deficit del 2,8%".

Cosa taglierà il governo di Macron? Confermando che "dentro ci saranno il reddito di cittadinanza, il superamento della Fornero e i soldi per i truffati delle banche". Inoltre ci saranno alcune misure per potenziare il potere d'acquisto. Si tratta in tutto di 24,8 miliardi di euro. Per le famiglie, ha precisato Draghi, sono anche saliti i tassi sul credito al consumo, mentre "per i mutui il processo è più lento", e "questo è successo in Italia e non altrove". Ma il governo Lega-5 Stelle è ancora lontano dal trovare la quadra tra misure di contrasto della povertà - come il reddito di cittadinanza cavallo di battaglia dei pentastellati (che aiuterebbe il Sud) - e politiche economiche di rilancio della produttività e dell'occupazione (che non siano semplici aiuti fiscali alle Pmi e alle partite Iva del Nord).

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