Savona: "Lo scontro con l'Ue può portare alla crisi finanziaria"

Cornelia Mascio
Ottobre 10, 2018

Parola di Paolo Savona, ministro degli Affari europei, che ha incontrato a Roma la stampa estera. Il 2,4 per cento di deficit è il minimo per muoversi in una condizione di cautela e moderazione. Nessuno può dire che questa nostra nota di aggiornamento al Def metta in dubbio la stabilità finanziaria dell'Italia e dell'Europa, siamo abbastanza forti per reggerla. "La sfida è sulla realizzazione degli investimenti". Parlando poi di Di Maio e Salvini, ha precisato che "possono essere intemperanti nelle risposte ma una cosa è essere intemperanti, un'altra è essere irresponsabili".

"I mercati si sono comportati moderatamente, la prova dei mercati l'abbiamo superata", ha detto Savona parlando della reazione alla Manovra. "Siamo più spaventati dello scontro politico tra elite conservatrici che portano avanti politiche deflazioniste e le forze riformiste che vogliono che l'Europa faccia qualcosa per cambiare", ha aggiunto Savona.

Savona è ottimista sulla crescita del Pil italiano ("Ritengo tecnicamente che noi possiamo arrivare al 2% di crescita nel 2019 invece che dell'1,5% e al 3% nel 2020") e sul fatto che l'esecutivo raggiungerà un accordo con la Commissione Ue. "Il mercato ha retto bene, è più saggio di quanto non sia lo scontro politico in corso", ha aggiunto Savona, rilevando che adesso i mercati aspetteranno il pronunciamento delle agenzie di rating. Il ministro ha comunque precisato: "Penso che alla fine troveremo un punto di incontro".

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