Banksy e l'opera distrutta all'asta: sui social posta il retroscena - Multimedia, Cultura

Brunilde Fioravanti
Ottobre 11, 2018

Banksy ne ha combinata un'altra delle sue. Nel caso in cui fosse una scelta di marketing, l'artista dall'identità ignota ha certamente colto nel segno. Il volto nel video non si vede, ma certo è che l'artista (o qualcuno del suo staff) deve aver premuto il pulsante dell'autodistruzione della tela al momento giusto e a pochi metri dal quadro. Un colpo di scena degno del miglior James Bond.

Chi è Bansky nessuno lo sa ancora, anche se molte le ipotesi che sono state fatte in questi anni.

Il quadro tagliuzzato ora, proprio per il sorprendente finale inscenato all'asta, potrebbe addirittura valere il doppio. Il quadro Balloon Girl (la ragazza col palloncino) di Bansky, artista inglese, rinomato per la sua street art, si è completamente autodistrutto, dopo essere stato acquistato da un acquirente per 1 milione e 42 mila sterline, a Londra durante l'asta di Sotheby's, la quale risponde di essere allo scuro di questo "teatrino". E adesso il suo quadro vale il doppio, proprio per questa idea geniale che sta tenendo banco da qualche giorno. Niente da fare, c'est l'air du temps. Ma perché lo ha fatto?

Inutile anche il pronto intervento del personale che ha cercato di bloccare la distruzione del quadro. Attraverso un video diffuso su Instagram l'artista fa sapere il meccanismo con cui ha ridotto letteralmente a brandelli la sua stessa prestigiosa opera. Prima dell'asta, Sotheby's aveva infatti presentato la cornice dorata, posta attorno a 'Girl with balloon', come "un elemento integrante dell'opera scelta dallo stesso Banksy".

Prima di autodistruggersi una sirena ha suonato e poi la tela ha iniziato a scorrere verso il basso tagliuzzandosi in tante strisce. Il meccanismo, simile ad un trita carte, sarebbe stato azionato da un comando remoto, probabilmente dallo stesso artista presente in sala.

"L'urgenza di distruggere è in sè un atto creativo", ha commentato il writer su Instagram citando Picasso; fatto sta che il rapporto tra arte, fama e vil denaro non era mai stato messo in discussione come negli ultimi tempi.

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