Salvini incontra Marine Le Pen: "Siamo noi i salvatori dell'Europa"

Remigio Civitarese
Ottobre 11, 2018

Proprio lì, i due leader che guidano la corrente nazionale populista che vorrebbe cancellare le vecchie regole comunitarie si sono dati appuntamento l'8 ottobre per preparare il loro assalto all'Europa. La presenza di Matteo Salvini e di Marine Le Pen sembrava dare all'evento un tono decisamente "sovranista" ma, un po' a sorpresa, i due protagonisti hanno disegnato, almeno nelle intenzioni, uno scenario abbastanza diverso. "I nemici dell'Europa sono quelli asserragliati nel bunker di Bruxelles".

La campagna elettorale è partita.

Infine Salvini ha indicato i pilastri su cui dovrà poggiare l'Europa nuova che auspica uscirà dalle urne delle europee di maggio.

"Non penso a un Europa senza regole - ha aggiunto il vicepremier - ma che investa sul lavoro, sulla felicità, non schiava dello zero virgola, che non risparmi sui diritti sociali".

L'attacco, in ogni caso, è quello di sempre. E allora? Allora in questo caso si tenta una terza via che 'rompa' gli attuali equilibri. Salvini parla e la Le Pen interviene cosi: "Dove posso firmare questa affermazione di Matteo?"

Salvini ha anche ironizzato sul giornalista e filosofo Roberto Saviano (che vive sotto scorta per aver denunciato il sistema camorristico e avversa le politiche anti-immigrazione di Salvini) e il presidente francese Macron: "L'incontro tra Saviano e Macron?" "Perché dovrei aiutare i miei avversari politici legati alla Merkel", dice Salvini che vorrebbe indebolire i Popolari e dopo le europee trattare con loro un accordo di potere per governare insieme nella Commissione Ue. "Io non voglio che sia l'Europa a pagarla".

La leader francese ha voluto anche chiarire i rapporti con Steve Bannon, esponente dell'estrema destra Usa ed ex collaboratore del presidente Donald Trump, che molti descrivono come intento a creare un'alleanza sovranista internazionale.

Un'idea, questa, che si estende a una modulazione ideologica rispetto al problema dell'immigrazione.

È ancora Salvini a ribadire l'importanza del popolo italiano, che viene prima dell'Europa: "60 milioni di italiani sono pronti a sostenere questo Paese a prescindere dai richiami di Bruxelles o altre città". Le Pen, affascinata dalla sicurezza e la coincidenza programmatica con il suo interlocutore, ha annuito spesso.

L'Europa ha calpestato i valori di solidarietà. "Bannon non è europeo, è statunitense". In quel giorno, ricorda Sofri, "i componenti fino ad allora separati si cristallizzarono: la xenofobia della Lega; la copertura della vanità politica di certa magistratura; e la scelta di campo del movimento-partito candidato a conquistare la maggioranza nella prossima elezione".

È nato a Roma il Fronte della libertà.

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