Spread Btp/Bund risale sopra 300 punti. Piazza Affari in netto calo

Cornelia Mascio
Ottobre 13, 2018

In questo modo si spera che con l'aumento degli acquisti privati dei Btp italiani il differenziale con i Bund tedeschi vada pian piano a ridursi.

Dopo aver toccato a metà seduta i massimi da oltre cinque anni, lo spread Btp-Bund in finale si attestato appena sotto la soglia psicologica dei 300 punti base. In particolare il Ftse Mib cede lo 0,8%.

Veronica De Romanis, docente di politica economica europea alla Luiss e alla Stanford University di Firenze, ha spiegato così all'AdnKronos il motivo per il quale lo Spread sale: "Lo spread aumenta perché gli investitori, cioè coloro che comprano i nostri titoli di Stato, il nostro debito pubblico, cominciano a pensare che l'andamento crescente che il debito pubblico ha continuato ad avere in questi anni non verrà invertito". Bper è la peggiore, in retromarcia del 3,5%. In più nella notte il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le stime di crescita sull'economia mondiale, prevedendo un rialzo del pil sia per quest'anno sia per l'anno prossimo al 3,7%, anziché al 3,9% indicato a luglio. Le banche sono tutte negative: Intesa SanPaolo cede l'1,3%. Il valore dello spread è sempre espresso in punti base e non in percentuale. I future a dicembre del Wti scendono del 2,48% a 71,22 dollari, quelli del Brent del 2,52% a 81,03 dollari al barile, dopo il rialzo delle scorte americane e la revisione al ribasso delle stime della domanda mondiale da parte dell'Opec.

L'onda lunga del calo azionario si e' sentita sul Forex, con il deprezzamento del dollaro: l'euro e' scambiato a 1,1554 dollari (1,155 in apertura e 1,1528 alla chiusura di ieri), e vale 129,635 yen, mentre il rapporto dollaro/yen e' a 112,198. Sotto pressione quindi Mediolanum (-2,88%) e Azimut (-3,69%), che pure ha messo a segno in settembre una raccolta superiore alle previsioni, ma, secondo gli analisti di Equita, più legata al contributo delle attività estere, che hanno compensato un mercato domestico debole. Moncler e Fca difendono le posizioni, quest'ultime beneficiando del giudizio favorevole di Mediobanca.

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