"Sulla mia pelle": il film su Stefano Cucchi al Bocciodromo

Brunilde Fioravanti
Ottobre 13, 2018

Uno che venne portato avanti al Gip di Roma come albanese senza fissa dimora e cosi mandato in carcere.

15 ottobre 2009, Stafano Cucchi viene arrestato dai carabinieri per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, nello specifico dodici confezioni di hashish di un peso complessivo di 21 grammi, tre dosi di cocaina, una pasticca di sostanza inerte e una pasticca di un medicinale antiepilettico. "Sulla mia pelle" è il film che parla, descrive e racconta gli ultimi giorni di vita di Stefano. Perché quello che ho visto svolgersi anni addietro è stato un processo al morto. È stato ed è tutt'ora la vittima di un silenzio meschino, che riguarda tutti gli italiani.

"Il modo in cui Alessio Cremonini è entrato nelle nostre vite e il modo in cui ha dato un'anima a Stefano".

Grande spazio in questa nuova stagione, verrà data a serie tv originali ovvero che sono state prodotte dalla stessa piattaforma.

Sulla mia pelle, il film su Stefano Cucchi sta facendo molto parlare di sé. A loro rispondo sempre che è difficile se "lo fai", ma se invece lasci correre la magia e ti lasci andare sull'onda dell'emotività, nulla è davvero complesso.

"È uno dei pensieri fissi delle mie giornate e il film è una buona occasione per contribuire a far sì che episodi come questo non accadano mai più". Un punto di riferimento per tanti "ultimi" e per coloro che difronte a un sopruso non sanno come reagire. Quelli di cui nessuno ha ancora svelato tutte le verità.

Il film, prodotto da Netflix, è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti, ottenendo subito un ottimo riscontro di critica. Detto questo, però, Cucchi non meritava di morire, ma non solo, Cucchi non meritava di essere pestato brutalmente, meritava di chiamare il suo avvocato, meritava di essere un cittadino, questo è il diritto che gli è stato negato.

Sì, futile, perché è futile non ascoltare, non avvicinarsi, non prendersi responsabilità.

Decine in tutta Italia, promosse da centri sociali e altre realtà, le proiezioni gratuite del film su Cucchi, nonostante il tentativo censorio di Netflix, Lucky Red e Facebook, oltre che del variegato universo delle cosiddette forze dell'ordine che a Piacenza, per esempio, hanno impedito la visione gratuita minacciando di azioni penali e civili (con possibili richieste danni da migliaia di euro) compagne e compagni del collettivo ControTendenza.

Infatti, la pellicola vuole rappresentare, senza prendere parte a nessuna battaglia politica, l'orribile vicenda di Stefano Cucchi. Una volontaria fatta chiamare apposta da lui gli offre il suo specchio da trucco.

È la prima volta, dopo una settimana, che vede il proprio volto, gli ematomi, gli occhi pesti, le labbra secche, la sua magrezza irreale (al momento della morte pesa 37 kg). Nessuno deve più aprire o sollevare sospetti, ci aspettiamo da anni scuse che ancora non arrivano.

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