Adriano Celentano entusiasta di Alberto Angela: "Grazie, ci aiuti a non dimenticare. Sei grande!"

Brunilde Fioravanti
Ottobre 15, 2018

E se si addormenta, il suo sonno non è mai eterno. "C'è sempre il rischio che i volti bui della Storia riappaiano". Alberto Angela ha fatto ascoltare le testimonianze di alcuni abitanti del quartiere ebraico di Roma, allora bambini, scampati alla razzia del sabato nero per una pura fatalità o grazie alla solidarietà di cittadini non ebrei.

Messo da parte per una volta il canto per la bellezza e il passato straordinario dell'Italia, Angela ha così dedicato la puntata di ieri sera di Ulisse a una delle pagine più terribili e vergognose della nostra Storia recente. Vita Che muore se, prima di tutto, non la si riconosce negli ALTRI! "L'unico modo per evitarlo è conoscerla, la Storia", aveva aggiunto. Soprattutto pensando che tra le 1023 persone deportate ad Auschwitz, sopravvissero solo in 16. Il dovere della memoria e del ricordo, l'ammonimento e l'insegnamento per il futuro: sono stati questi sentimenti a spingere Alberto Angela a rievocare la Shoah: "Dalla ex Jugoslavia al Ruanda i genocidi hanno continuato a ripetersi". Chi si occupa di Storia sa che con il passare delle generazioni i fatti si stemperano ma non deve succedere. Il presidente della Camera Roberto Fico ha ringraziato Angela per una puntata "da servizio pubblico" perché "la memoria è anticorpo della democrazia"; un concetto espresso anche dal ministro dell'Istruzione Marco Bussetti che ha raccolto l'invito del presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello a mostrare questo Viaggio senza ritorno nelle scuole. Quel che è accaduto ai tempi dei nostri nonni, non lontanissimi, può accadere di nuovo. Ricordare è un vaccino, significa creare anticorpi affinché non accada mai più. È il ringraziamento di Adriano Celentano ad Alberto Angela dopo l'appuntamento di ieri con Ulisse. Questo è il ruolo intelligente ed educativo della Rai e del servizio pubblico. Il padre di Piero Angela, infatti, falsificò durante la guerra le cartelle cliniche per nascondere nel suo ospedale molti ebrei braccati dai nazi-fascisti. E invece è un eroe che ci ricorda, davanti all'ingiustizia e alla violenza, il grande valore della disobbedienza civile.

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