Con Tap si sgretola il "modello M5s" in Puglia

Cornelia Mascio
Ottobre 16, 2018

La convocazione di ieri a Roma, presenti anche i ministri in quota Cinque Stelle Barbara Lezzi e Sergio Costa, del resto non faceva ben sperare, dopo quasi due mesi di silenzio: ad agosto il sindaco di Melendugno Marco Potì aveva inviato al governo un dossier, in cui venivano evidenziati tutti i motivi per cui le comunità del Salento sono contrarie alla realizzazione dell'opera, che servirà a portare in Europa il gas dell'Azerbaijan. Il costo che dovremmo far pagare al Paese per fermare l'opera è troppo alto. Potì ha riferito il ragionamento esposto dal sottosegretario allo Sviluppo, Andrea Cioffi. Ma, in entrambi i casi, si tratta di questioni note da molte tempo, eppure le procedure seguite sono state validate dagli apparati ministeriali mentre ricorsi, esposti e accessi agli atti sono stati sostanzialmente neutralizzati in tutte le sedi, anche giudiziarie. Volendo, ha pure i servizi segreti a disposizione, oltre ad una serie articolata di strutture ministeriali, per verificare se ci sono elementi tali da ritenere politicamente un errore l'inerzia del suo governo dinanzi al procedere dell'iter progettuale oramai alle soglie della fase realizzativa più impattante. Per quale motivo questo esecutivo continua a proteggere chi ha firmato queste fantomatiche penali? Ho chiesto loro di essere i cani da guardia dei cittadini, di stare col fiato sul collo di questa multinazionale, cercando di far emergere le (decine) di violazioni di legge di tap. "Non è sufficiente cercare di calcolare i costi di abbandono, con una visione molto ragionieristica e attenta alle conseguenze economiche (tutte da dimostrare e calcolare per bene e non nel modo presentatoci), invece che con una visione più politica, con la P maiuscola". Questo percorso del tutto propagandistico si vede già nel caso del gasdotto pugliese. La scelta dell'approdo di San Foca, infatti, è maturata anche perché è stato escluso che ci fossero concentrazioni rilevanti nel mare di San Foca interessato dal tracciato.

Ma l'alleato di governo Matteo Salvini continua a sottolinearne l'importanza strategica: "Oggi (ieri, ndr) dovrebbero ripartire i lavori Tap che abbasserebbero del 10% costo dell'energia per famiglie e imprese". Domande che ricordano quelle che gli stessi grillini facevano al governo in carica quando erano all'opposizione e che oggi rischiano di mandare in frantumi il modello con cui il M5s, aiutato da Emiliano, ha rastrellato consensi cavalcando i No. Anche lì il tira e molla. "I ministeri non hanno i documenti, non sanno nulla".

Il governo Lega-M5S si è rassegnato al TAP. Un costo che "per senso di responsabilità non possiamo permetterci".

La ripresa dei lavori di costruzione dell'opera, fermi da maggio, è prevista nelle prossime ore. Nel frattempo questo pomeriggio il Movimento NO Tap della Provincia di Brindisi, sostenuto da una delegazione del Movimento No Tap di Melendugno, ha organizzato un sit-in nell'area portuale di Brindisi a due passi dalla nave Adhemar D/SNT Venant, pronta a iniziare il cantiere TAP per i lavori in mare al largo di San Foca. A bordo sono in corso le ultime attività tecniche poi, se le condizioni meteomarine lo consentiranno, la nave salperà dalla banchina di Costa Morena, dove si trova ormeggiata da alcuni giorni. Gli interventi da svolgere a San Foca riguarderanno l'installazione di un palancolato subacqueo, alla profondità di 25 metri sul fondale marino, poi "verranno eseguiti i preparativi e i lavori di installazione e stabilizzazione del carico geostatico" come autorizza l'ordinanza del 4 ottobre della Capitaneria di porto di Otranto.

L'autorizzazione fornisce alla ditta Jan de Nul Luxemburg Sa (subappaltatrice di Saipem, che realizzerà la parte in mare del gasdotto) la possibilità di svolgere interventi nelle acque antistanti Melendugno dal 5 ottobre al 31 dicembre.

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