Italiani i più euroscettici in Ue: solo 44% voterebbe per restare

Cornelia Mascio
Ottobre 17, 2018

In caso di referendum sull'uscita dall'Ue, solo il 44% degli italiani voterebbe per restare, contro il 66% degli intervistati europei. I numeri arrivano dall'ultimo sondaggio di Eurobarometro, secondo cui il dato relativo al nostro Paese è il peggiore tra i 28 Stati membri. Per il 68% degli europei, invece, il proprio Paese ha beneficiato dell'appartenenza all'Ue, il dato più alto dal 1983, mentre per il 62% è positivo appartenere all'Unione, il dato più alto dal 1992. Una percentuale che si piazza all'ultimo posto della classifica tra i 27, con l'Irlanda al 92%, la Grecia al 54% e i britannici, dove oggi il 53% è per restare.

Per quanto riguarda il remain è l'Italia a far registrare la percentuale più bassa di tutti (43%). La percentuale degli indecisi in Italia è pari al 32%, la più alta nell'Unione Europea.

Tra coloro che credono che l'adesione all'Ue sia stata utile, il più delle volte il motivo è che "l'Ue contribuisce alla crescita economica nel loro paese". Il 48% degli intervistati vorrebbe che l'Ue svolgesse un ruolo più significativo in futuro, mentre il 27% preferirebbe fosse ridimensionato. Un terzo (32%) degli europei ha un'opinione positiva sul parlamento europeo, un quinto (21%) esprime un parere negativo e una maggioranza relativa (43%) rimane neutrale.

Con le elezioni europee che si avvicinano, si voterà a fine maggio, è palpabile una sorta di avversione degli italiani verso l'Unione Europea: se da Bruxelles poi dovesse arrivare una (molto probabile) bocciatura in merito alla Manovra, questo scetticismo potrebbe aumentare. Anche la moneta unica piace alla grande maggioranza dei cittadini. "In Italia il gradimento per l'Euro supera la media europea - 65% contro il 61% - ed è cresciuto del 4% rispetto a marzo 2018", sottolinea il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. Però "non possiamo certo cullarci sugli allori. Dobbiamo raddoppiare gli sforzi per dimostrare che l'Unione sa dare risposte davvero efficaci ai principali problemi degli europei, come immigrazione, sicurezza e disoccupazione".

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