Manovra, Conte: via libera Cdm a dl fiscale e legge bilancio

Cornelia Mascio
Ottobre 18, 2018

Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, al termine del Cdm, precisando che il Draft Budgetary Plan sarà inviato a Bruxelles entro le 24, come previsto.

Vi sarà un secondo decreto, che è scorporato dal dl fiscale e contiene norme su diversi temi. La maggioranza ha avuto un lungo vertice per cercare di definire gli ultimi accordi prima di affrontare il consiglio dei ministri. Per Maurizio Martina, e per larga parte delle opposizioni, tali accordi sono "vergognosi e iniqui": "si mette a rischio il futuro del Paese con questa Manovra, e si rischia di portare l'Italia fuori dall'Euro", avverte il segretario Pd in una durissima dichiarazione contro i viceprmier, cui dedica un appello "auspico che Salvini e Di Maio riflettano, anziché reagire in maniera arrogante".

In sostanza, ciò che prevede questo decreto fiscale, è la possibilità di pagare l'importo dovuto a condizioni più vantaggiose, senza sanzioni o interessi. La soluzione potrebbe essere rafforzarlo, ampliandone le modalità e la validità temporale. Sarà prevista l'opzione di dichiarazione integrativa ma con la possibilità di far emergere fino ad un massimo del 30% in più rispetto alle somme già dichiarate e comunque con un tetto di 100.000 euro. Per il quale il Ministro alla Salute ed il MEF possono trovare i 500 milioni di euro che cercano - propone l'Anaao Assomed - nell'aumento della tassazione del gioco di azzardo o in una tassa di scopo sulle sigarette. Sul tavolo c'è poi anche il problema, tutt'altro che indifferente agli occhi dei pentastellati, dell'emersione dei contanti.

Il governo ha approvato il decreto fiscale e il decreto semplificazione.

Più soldi per scuola e istituti tecnici e professionali - Si stanziano i fondi necessari a una profonda riforma della formazione tecnica e professionale, in modo da tornare a formare professionisti e tecnici sempre più richiesti nel settore dell'industria e della moda. Non a caso il tema della riduzione della spesa pubblica, a partire da quella spinosa dei ministeri, è al centro anche dei colloqui della serata, cui partecipano infatti Riccardo Fraccaro, Paolo Savona, Alfonso Bonafede, Barbara Lezzi e Giulia Bongiorno. Ma se il Movimento punta i piedi sul capitolo fisco, dichiarandosi "irremovibile" sulla questione, i leghisti avrebbero dato l'altolà -raccontano fonti di governo M5S - a una norma imprescindibile per il Movimento, ovvero la cosiddetta misura Bramini (dal nome dell'imprenditore brianzolo fallito per un credito inevaso dallo Stato) per rendere impignorabile la prima casa. Così Di Maio sarebbe ora impegnato al terzo piano della presidenza del Consiglio, per limare il pacchetto di misure sulle semplificazioni alle piccole imprese che vorrebbe entrasse nel dl fiscale, ma che starebbe trovando il muro della Lega. Una precisazione voluta dai 5S dopo indiscrezioni su una possibile revisione al ribasso della soglia, fino a 3.500 euro, necessaria per far quadrare i conti.

Al centro della Legge di bilancio il reddito di cittadinanza, la flat tax e il superamento della legge Fornero.

Intanto si fa largo l'ipotesi di approvare anche il decreto fiscale, oltre che la manovra, con la formula "salvo intese" per poi scriverli nei giorni successivi come ormai avviene di prassi per quasi tutti i provvedimenti più delicati.

La volontà del governo è quella di alzare il limite dei 40.000 euro per gli affidamenti senza gara portandolo sui livelli europei, sui 200.000 euro.

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