Pensioni, Boeri all'attacco: "In 10 anni 140 miliardi di costi aggiuntivi"

Cornelia Mascio
Ottobre 18, 2018

Lo calcola Tito Boeri che ha ricordato che, chi esce 5 anni in anticipo, percepisce, a fronte di una pensione di 30.000 euro l'anno, circa 150mila euro in 5 anni e non versa contributi.

Mentre il governo è in alto mare sulle norme per tagliare le cosiddette "pensioni d'oro" ieri il presidente dell'Inps, Tito Boeri, torna, nella commissione Lavoro della Camera, ad attaccare le ipotesi allo studio.

Quota 100 è la possibile nuova misura che potrebbe allargare i paletti della Fornero, permettendo di andare in pensione già a a 64 anni (a patto di averne trentasei di contributi e che la somma faccia, per l'appunto, 100). "Io ho rispetto per questo Parlamento ma ne pretendo altrettanto", ha risposto Boeri. Per ottenere 300 milioni l'anno - ha spiegato lo stesso Boeri - si potrebbe recuperare l'intervento del Governo Letta con il taglio del 50% del recupero dell'inflazione per gli assegni superiori a cinque volte il minimo (2.500 euro lordi circa). Ipotesi tra le quali c'è ora anche quella di un contributo di solidarietà.

Una sanatoria sui contributi previdenziali non versati dai datori di lavoro "avrebbe un effetto devastante sui conti dell'Inps".

"Per i primi dieci anni i costi di queste misure sono di circa 140 miliardi in più - spiega il presidente dell'Inps, Tito Boeri - Abbiamo fatto anche valutazioni sul debito implicito, una misura sintetica che guarda cosa succede nel corso del tempo, le nostre stime dicono che fino al 2046 ci sarà un forte incremento del deficit previdenziale che arriverà intorno ai 400 miliardi di deficit aggiuntivo con un impatto sul debito implicito intorno ai 117 miliardi". "Il condono contributivo, a differenza di condono fiscale - ha detto - ha un doppio effetto, non solo negativo sulla raccolta contributiva ma immediatamente anche un effetto sulla spesa e un effetto devastante sui conti del nostro istituto".

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