De Rossi prepara il terreno per il suo ritiro

Brunilde Fioravanti
Ottobre 20, 2018

RIMPIANTI - Quando si parla di rimpianti, la mente corre alla notte maledetta del 25 aprile 2010: "Se potessi tornare indietro rigiocherei quel Roma-Samp, magari mi metterei in marcatura a uomo su Pazzini". Mi sono fatto male a Empoli al sesto minuto, lì per lì non ho sentito dolore ma a fine primo tempo il piede era già gonfio.

Idee chiare sul futuro, come anche sul presente: "Vincendo il derby si è creata un po' più di convinzione in noi stessi, anche chi zoppicava a livello di prestazioni è rifiorito". "Ho capito che qualcosa si era rotto, ma la partita era in bilico e in questo momento c'è bisogno di tutti". "Nei momenti negativi bisogna sostenere i giocatori, perché così giocheranno meglio". Il capitano giallorosso, si legge, è sempre più vicino alla firma sul prolungamento con la Roma, club in cui chiuderà la carriera prima di intraprendere nuove avventure professionali. Non è un caso che le mie ultime stagioni siano state buone, perchè con il passare degli anni ho avuto più cultura del lavoro e cura dei particolari. Questa è la cosa che mi spaventa, continuare dopo 24 anni a vivere certe situazioni, certi ritmi. "La Juve non ha accettato i risultati degli esami medici e alla fine sono andato alla Roma". Lei mi ci portò anche la mia prima volta. Non ho deciso io la cifra del trasferimento, e' stato un accordo fra club.

ZANIOLO: VOGLIO ESSERE COME KAKA' - Anche Nicolò Zaniolo, giovane centrocampista giallorosso, ha concesso una lunga intervista a Sky Sport. Stanno succedendo tante cose belle come la Nazionale, stavo guardando la tv ed è uscita la notizia.

Al momento restare nel mondo del calcio mi sembra una cosa abbastanza logica, poi bisogna pure essere capaci, per fare l'allenatore non bisogna solo saper leggere la partita, fare la formazione, ci sono tante altre cose in questo mestiere e non ho la presunzione di dire che ne sarò capace.

Se dovesse scegliere di fare l'allenatore, De Rossi trarrà sicuramente tanto da ognuno degli allenatori che lo hanno guidato, ma un pensiero lo riserva in particolare a Luis Enrique, che ha guidato la Roma per una sola sfortunata stagione e che adesso guida da commissario tecnico la Spagna in una non facile rinascita dopo la delusione dei Mondiali. Due anni? Tre? Vorrei esserci. Secondo la Preston Crown Court, sarebbe stato un altro uomo, indicato come N40, a infliggere a Cox il pugno che lo ha poi trascinato in coma.

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