Moscovici: "Amico dell'Italia, nemico è il debito"

Cornelia Mascio
Ottobre 23, 2018

Se la Commissione europea parla di "deviazione senza precedenti non è certo per il deficit nominale, previsto al 2,4%, ma per il cosiddetto deficit strutturale, quello cioè che è indipendente dalla crescita e che aumenta il debito - e che è troppo troppo elevato": lo ha detto il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici intervistato dalla radio France Inter.

La manovra del popolo italiana?

"In un paese con sei milioni di poveri, sottolinea il commissario europeo ed ex ministro delle Finanze francese, è naturale che vengano messe in atto delle misure contro la povertà, ma tutte queste politiche (come anche quelle di investimento nelle infrastrutture) devono essere compatibili con le norme comunitarie vincolanti".

"La Commissione non vuole una crisi tra Bruxelles e Roma, il posto dell'Italia è al cuore della zona euro, non all'esterno".

L'UE, in sintesi, non chiede che non vengano adottate dunque iniziativa a sostegno dei meno abbienti e disoccupati o di rilancio della crescita tramite gli investimenti, ma che venga fatto questo rispettando al contempo la traiettoria di riduzione del debito pubblico e del deficit strutturale. Le generazioni future e gli italiani che pagheranno. "Le parole contano. Il massimo che possiamo fare, è una possibilità e ne dibatteremo, è di chiedere all'Italia di ri-sottomettere un altro documento di bilancio che tenga conto delle osservazioni, delle questioni e delle regole europee". Ecco perché un bilancio che aumenta il debito non è buono per il popolo. Domani dibatteremo" al collegio dei commissari che si riunisce a Strasburgo, ha aggiunto Moscovici, ricordando che "non è la fine della storia.

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