Scoperta una "correlazione" tra tumori e uso dei cellulari

Modesto Morganelli
Novembre 6, 2018

Gli studi a cui ci stiamo riferendo sono durati ben 10 anni ed hanno visto come soggetti interessati dei topi di sesso maschile.

Una ricerca proverebbe il legame tra il cancro e i telefonini 2G e 3G ormai sorpassati.

Tra i topi esposti alle radiazioni a radiofrequenza (RFR) c'è stato un aumento del 7% di topi maschi colpiti dal tumore maligno del cuore. Il fatto che continuo a specificare il genere è perché gli studiosi non sono sicuri che l'incidenza dei casi femminili sia da associare alle radiazioni. Si sa che il cancro può comportarsi in maniera diversa nei due sessi, ma per quanto riguarda questo studio le differenze sono rimaste inspiegate.

Il problema del tumore al cervello non ha, invece, dato evidenze certe. Si è solo notato un leggero aumento dei gliomi, sempre nei ratti maschi. Per il resto abbiamo l'incertezza più totale, basti pensare che nel complesso la vita media dei ratti maschi è risultata di durata superiore alla media, mentre l'esposizione avrebbe addirittura abbassato l'incidenza di malattie renali, che pure sono la principale causa di morte nei roditori più anziani. E' il risultato di una ricerca del National Toxicology Program statunitense, promossa dall'amministrazione Clinton. L'agenzia che ha effettuato lo studio intanto ha consigliato di utilizzare vivavoce o auricolari, limitando comunque il tempo di utilizzo. Anche alcuni aspetti del suo metabolismo sono modificati dalle radiazioni a bassa frequenza dei telefoni. Oltre a questo lo stesso John Bucher che ha condotto lo studio, ha ammesso durante una intervista di non aver cambiato di una virgola l'uso personale del cellulare, né ha voluto raccomandare ai propri figli di cambiare le loro abitudini.

Insomma un ennesimo studio che non mette una parola fine e ancora una volta più che le simulazioni e gli esperimenti ci daranno risposte direttamente i dati raccolti sulla popolazione che utilizza tutti i giorni gli smartphone.

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