Chiude la Pernigotti di Novi Ligure. "100 dipendenti perderanno il lavoro"

Cornelia Mascio
Novembre 7, 2018

E' uno dei nomi che significano torrone e cioccolatino, ma a breve chiuderà i battenti.

Pernigotti fu fondata nel 1860 da Stefano Pernigotti a Novi Ligure: all'inizio era una drogheria famosa per il torrone. Parliamo della Pernigotti, la storica azienda dolciaria nata nel 1860. Una proprietà che non ha mai investito un euro sullo stabilimento.

Il gruppo turco che nel 2013 aveva rilevato la Pernigotti ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Novi Ligure. In questa maniera, l'azienda diventa fornitore ufficiale della famiglia Reale italiana. L'assenza di zucchero, infatti, è sapientemente colmata da una maggiore concentrazione di miele, dando vita ad un nuovo torrone dalla consistenza unica.

Nel 1927 la Pernigotti avvia la produzione industriale del gianduiotto, nel 1935 viene acquistato un altro marchio storico la Sperlari. Un bombardamento distrugge la fabbrica che viene ricostruita negli ex magazzini militari di viale della Rimembranza, dove ancor oggi la Pernigotti ha sede.

- LA CRISI, I LUTTI E LA 'CONQUISTA' TURCA Con gli anni ottanta sopraggiunge un periodo di crisi che portera' alla cessione della Sperlari nel 1981 agli americani della H.J.Heinz Company. Nel 1995 Stefano Pernigotti, rimasto senza eredi dopo la scomparsa dei due figli ancora giovanissimi in un incidente stradale in Uruguay nel luglio 1980, decide di cedere lo storico marchio novese alla famiglia Averna, nota per i successi legati al settore delle bevande alcoliche. Nel 2000 cede anche la Streglio a una nipote. Lo annunciano i sindacati al termine dell'incontro con i rappresentanti della proprietà dell'azienda dolciaria, passata al gruppo turco Tuksoz. "La chiusura dello stabilimento di Novi Ligure si tradurrà nel licenziamento di circa cento persone", ha raccontato il segretario Flai Cgil Marco Malpassi - Sono cinque anni che facciamo proposte all'azienda, a fronte di bilanci mediamente in rosso per 10 milioni ogni anno e di quattro amministratori delegati che si sono avvicendati. 100 i licenziamenti annunciati. Tuttavia, i prodotti pubblicizzati saranno quelli prodotti in Turchia.

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