Ossa alla Nunziatura, la famiglia Orlandi chiama l'esperto del caso Yara

Remigio Civitarese
Novembre 9, 2018

"Non si può fare alcuna diagnosi né di sesso né di età, chi dice il contrario fa solo illazioni e ipotesi non fondate su evidenza scientifica" ha dichiarato infatti alla trasmissione "Chi l'Ha visto?" il consulente della Santa Sede nella vicenda, il professor Giovanni Arcudi. Foto inedite, che lo vedono in compagnia di altre persone tra cui due donne, di cui una molto appariscente: la collaboratrice di giustizia Sabrina Minardi, in passato, aveva rivelato che Marcinkus - il cui nome è stato tirato in ballo per la scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori - tramite Renatino De Pedis, boss della banda della Magliana, frequentava delle ragazze. "Non so chi abbia messo in relazione le due vicende". Così il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha risposto a una domanda sul ritrovamento delle ossa nella sede della Nunziatura. Interpellato sul motivo per cui la Segreteria di Stato, in occasione del ritrovamento delle ossa, abbia immediatamente avvertito la Procura di Roma, il cardinale Parolin ha spiegato: "Per ragioni semplicemente di trasparenza, perché non ci siano recriminazioni sul fatto che la Santa Sede abbia tenuto nascosto qualcosa. Sono stati trovati dei resti, si è voluto sapere esattamente cosa si stesse facendo, di chi fossero, e quindi è stato chiesto aiuto all'Italia".

Sulla presenza di eventuali dossier sul caso Orlandi (LA STORIA), poi, il porporato ha detto che "si è sempre fatto di tutto per accertare la verità". Bisogna sapere di cosa si tratta: "se sono ossa di 200 anni fa è una cosa, se sono ossa di qualche anno fa è un'altra". Secondo fonti qualificate, appartengono a due persone diverse.

In queste ore gli esperti sono alle prese con una procedura che prevede il taglio e la polverizzazione delle ossa. Gli esami intanto proseguiranno per estrarre il Dna dai resti per provvedere poi a duna comparazione. Inoltre sarebbero state ritrovate più ossa dello stesso tipo, cioè appartenenti alla stessa 'regione' del corpo. L'esame esterno non ha invece consentito di stabilire il sesso dei corpi cui appartengono quei resti.

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