Tria, su stime defaillance tecnica Ue - Ultima Ora

Cornelia Mascio
Novembre 9, 2018

La Commissione aveva già ad ottobre ha avvertito l'Italia che la riforma della Fornero e il reddito di cittadinanza sono misure costose, che rischiavano di portare il deficit ben oltre il 2,4% annunciato. In tutti e tre gli anni, tuttavia, l'economia italiana resterà, secondo le previsioni, la tartaruga sia dell'Eurozona che dell'Ue, fatta eccezione per il 2020, quando supereremo di un soffio il Regno Unito, che tuttavia per allora dovrebbe essere già fuori dall'Unione. Il secondo Paese della zona euro a crescita più bassa è il Belgio (1,5%) quest'anno, l'anno prossimo (sempre 1,5%) e anche nel 2020 (1,4%). Nel 2020 si prevede +1,3%.

Secondo l'esecutivo Ue il deficit per il 2019 sarà nettamente superiore al 2,4% stimato dal governo e sfiorerà la soglia massima consentita del 3%, assestandosi al 2,9%.

La Ue precisa che tale cifra non tiene in considerazione la clausola di salvaguardia, cioè l'aumento dell'Iva, data la "sistematica sterilizzazione".

PIL - Per quanto riguarda la crescita attesa del Pil dell'Italia nel 2019, crescita che sarà sostenuta dalla ripresa delle esportazioni e dalla spesa pubblica più elevata, è prevista al rialzo di 0,1 punti percentuali rispetto allo scorso luglio, al +1,2% in termini reali.

"Le previsioni della Commissione europea relative al deficit italiano sono in netto contrasto con quelle del Governo italiano e derivano da un'analisi non attenta e parziale del Documento Programmatico di Bilancio (DPB), della legge di bilancio e dell'andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall'Italia", rimarca il ministro dell'Economia in una nota. Così le previsioni d'autunno Ue. "Andiamo avanti con le nostre stime sui conti pubblici, sulla crescita che aumentera' e sul debito e il deficit che diminuiranno". "Ci dispiace constatare questa défaillance tecnica della Commissione, che non influenzerà la continuazione del dialogo costruttivo con la Commissione stessa in cui è impegnato il Governo italiano", aggiunge Tria. In Europa, scrive inoltre il responsabile della Dg Ecfin della Commissione Ue Marco Buti nella prefazione alle previsioni d'autunno, "l'incertezza sulle previsioni dei conti pubblici in Italia ha portato a più alti interessi di spread, e l'interazione tra il debito sovrano con il settore bancario è ancora una preoccupazione". Non ci sono i presupposti per mettere in discussione la fondatezza e la sostenibilità delle nostre previsioni. Nel 2020 sarà dello 0,4%: 1,3% contro 1,7%.

"A causa del deterioramento del bilancio, unito ai rischi al ribasso sulla crescita, l'alto debito italiano rimarrà stabile attorno al 131% su tutto il periodo delle previsioni" cioè 2018, 2019 e 2020.

La Commissione Europea oggi ha rivisto al ribasso le stime sul rapporto deficit-Pil dell'Italia. Lo scrive il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo le previsioni autunnali della Commissione Ue. Tra gli altri rischi negativi per l'economia segnalano la guerra commerciale Usa-Cina e la Brexit. Per la Commissione, "l'aumento del deficit, insieme ai tassi di interesse più elevati e a cospicui rischi al ribasso, mette in pericolo la riduzione dell'elevato rapporto tra debito e Pil dell'Italia". "Le misure politiche previste potrebbero rivelarsi meno efficaci, con un impatto minore sulla crescita", si legge nel documento messo a punto dalla direzione generale Affari economici.

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