Pernigotti lascia l'Italia, 100 licenziamenti da chiusura stabilimento Novi Ligure

Cornelia Mascio
Novembre 10, 2018

L'impianto in provincia di Alessandria rappresentava l'ultimo bastione dell'italianità di un marchio che continueremo a trovare sugli scaffali ma che sarà prodotto interamente all'estero (la crema spalmabile già viene prodotta in Anatolia). Non è il caso dei 'veri' Pernigotti, visto che nel 1980 i due figli di Stefano Pernigotti morirono adolescenti, 13 e 17 anni, in un incidente stradale, ma è quello di tre quarti delle aziende familiari. Salveranno il posto i pochi impiegati del settore commerciale che, però, dovranno trasferirsi a Milano.

"Una decisione assurda e inaccettabile".

"Come già ribadito - si legge nel comunicato - anche in sede di confronto con le parti sociali, nel rispetto della storicità del brand Pernigotti e con l'obiettivo di mantenere la qualità distintiva dei propri prodotti, la società sta procedendo all'individuazione di partner industriali in Italia, a cui affidare la produzione, coerentemente anche con l'obiettivo di cercare di ricollocare il maggior numero possibile di dipendenti coinvolti presso aziende operanti nel medesimo settore o terzisti". Questi hanno avuto nella giornata di ieri un incontro con i proprietari della storica azienda dolciaria, il gruppo turco Toksoz, che ha deciso di fermare la produzione definitivamente. "La Pernigotti è patrimonio di Novi e dei novesi, oltre che un grande nome conosciuto che non può finire così". "La nuova proprietà non ha mai investito un centesimo su questo stabilimento". I sindacati avrebbero infatti potuto ottenere dal ministero del lavoro e dello sviluppo economico un anno di cassa integrazione straordinaria per ristrutturare lo stabilimento e permettere alla proprietà un investimento per rilanciare la stessa società. I sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil non hanno alcuna intenzione di arrendersi: riunione fiume in corso da stamattina alle ore 6:00.

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