Petrolio, crollano le quotazioni e il Wti a 57 dollari

Cornelia Mascio
Novembre 14, 2018

Per questo l'Opec teme un ampliamento dell'eccesso di offerta sul mercato e, nel summit del 6 dicembre a Vienna, potrebbe quindi optare per un taglio delle quote di produzione.

La sensazione, dunque, è che la riduzione ci sarà, anche se le dichiarazioni ufficiali dei vari ministri dell'Energia, con qualche distinguo, sono state di carattere attendista.

Questo perché i timori legati al calo delle forniture per la crisi venezuelana e le sanzioni all'Iran si sono rivelati in gran parte infondati: da un lato i maggiori produttori non si sono fatti pregare ad incrementare la produzione e dall'altro le esenzioni all'embargo concesse dall'amministrazione statunitense, di cui beneficia anche il nostro Paese, hanno annacquato la portata delle sanzioni.

Il ministro del Petrolio dell'Oman Mohammed bin Hamad al-Rumhi ha dichiarato chela maggioranza dei produttori OPEC ed i loro alleati sostengono l'implementazione di nuovi tagli alla produzione.

Per il ministro russo dell'Energia Alexander Novak, del resto, "è difficile dire" adesso se il mercato globale si troverà in una condizione di sovrapproduzione nel 2019: "Dobbiamo aspettare un po' di tempo, per vedere come evolve il mercato", ha concluso.

Ogni decisione, dunque, è rinviata a dicembre, probabilmente anche per rendersi conto meglio non solo dei livelli di domanda e offerta, ma anche di quelli dei prezzi.

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