Quota 100, Secondo l'Upb nel 2019 usciranno oltre 470 mila lavoratori

Cornelia Mascio
Novembre 14, 2018

Il presidente Giuseppe Pisauro ha spiegato che se Quota 100 equivalesse alla somma di un'età di almeno 62 anni e un'anzianità contributiva di almeno 38, la misura riguarderebbe nel 2019 fino a 437.000 contribuenti attivi.

Se il governo non dovesse toccare affatto il sistema pensionistico, l'impatto della spesa per pagare le pensioni degli italiani in rapporto al Pil è destinato ad aumentare nel prossimo decennio per poi calare lentamente tra il 2040 e il 2070. In base alle ultime notizie, chi dal 2019 andrà in pensione con quota 100 potrà lavorare ma per i primi 2 anni, il reddito da lavoro non potrà superare i 5mila euro annui. Effettivamente è da alcune settimane che si è iniziato a capire come funziona la quota 100 per poter andare in pensione anticipata ed anche tutte quelle che sono le novità che ci attendono per il 2019. Il calcolo della convenienza di quota 100 infatti, potrebbe persuadere molti dei circa 440mila lavoratori che dovrebbero centrare i requisiti per quota 100 nel 2019, ad aspettare ancora restando al lavoro.

La pensione con la quota 100 può costare fino al 30% dell'importo a chi si ritira con sei anni di anticipo rispetto ai requisiti previsti dalla Legge Fornero: i calcoli sono dell'Ufficio parlamentare di Bilancio, presentati in audizione in commissioni riunite di Camera e Senato sulla Legge di Bilancio.

Andare in pensione con Quota 100 non (sempre) conviene.

"Contro la riforma delle pensioni 2019 con Quota 100 arriva anche il giudizio del Fondo monetario internazionale, che oltre ad analizzare la Legge di bilancio, si sofferma sui possibili cambiamenti al sistema pensionistico, evidenziando che essi aumenterebbero ulteriormente la spesa pensionistica, imporrebbero pesi ancora maggiori sulle generazioni più giovani, lascerebbero meno spazio per politiche per la crescita e porterebbero a minori tassi di occupazione tra i lavoratori più anziani".

Pensione di cittadinanza per i pensionati che hanno un assegno al d sotto della soglia di povertà ISTAT, pari a 780 euro netti al mese.

Anche per questo il presidente Istat Maurizio Franzini ha rimarcato che "un mutato scenario economico potrebbe influire sui saldi di finanza pubblica potrebbe influire sui saldi di finanza pubblica in modo marginale per il 2018 ma in misura più tangibile per gli anni successivi". Per Quota 100, inoltre, "la potenziale platea è costituita per circa il 43% da dipendenti privati (pari a 220mila persone) e per il 36% da dipendenti pubblici (oltre 156mila)".

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