Pensioni, allarme quota 100: "I conti sono sbagliati. L’Inps rischia l’assalto"

Cornelia Mascio
Novembre 20, 2018

Boeri spiega che su 'quota 100', "il governo ci ha chiesto delle simulazioni e ne abbiamo fatte tantissime". Viene comunque ipotizzato un meccanismo di finestra mobile di 3 mesi che fa in modo che dalla maturazione del requisito non si superano mai i tre mesi per andare in pensione. "Tutte implicano per forza che ci sia un forte incremento della spesa nei primi anni: all'inizio c'è un grande gruppo di persone che entra a carico del sistema pensionistico e ogni anno se ne aggiungono altre che maturano i requisiti, dunque la spesa non può che aumentare".

"L'idea di una dotazione piatta e costante a sette miliardi l'anno non è minimamente supportata", ma "quando ho sollevato il problema, ho avuto solo aggressioni verbali e tentativi di screditarmi", ha detto ancora Boeri. Come sempre", promette Boeri, "Ma spetta all'Inps segnalare per tempo potenziali violazioni del patto intergenerazionale di cui è garante. Non vogliamo fare da parafulmine per reazioni a promesse non mantenute.

Però ci sono anche centinaia di migliaia di lavoratori che sperano e fanno il tifo, più o meno in silenzio, perché quota 100 vada in porto.

Ma Boeri nella sua intervista al CorSera parla anche del reddito di cittadinanza.

Il quotidiano La Repubblica oggi pubblica la risposta del leader del Movimento 5 Stelle, che rilancia "Eviterei allarmismi inutili".

Si tratta di una stima, ma molto vicina alla realtà, perché è ragionevole pensare che la composizione territoriale dei flussi di pensionamento, nel 2019, non farà segnare sostanziali differenze rispetto allo scorso anno.

Con Boeri rispedito a casa a fare l'economista radical-chic, si chiuderebbe una stagione.

Quota 100 e la riforma delle pensioni annunciata dal governo potrebbero essere adottate per decreto legge. Il riordino avrà come effetto collaterale quello di azzerare gli attuali vertici dei due enti. Sarà nominato con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata su proposta del ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze. Nel vortice di numeri, l'ipotesi più documentata è quella presentata il 12 novembre alle commissioni riunite di Camera e Senato dall'Ufficio parlamentare di bilancio: la platea di aventi diritto, secondo la relazione presentata alle Camere, è di 437 mila contribuenti attivi, cioè persone che versano i contributi e che attualmente sono al lavoro.

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