Boccia, pazienza imprese quasi al limite

Cornelia Mascio
Dicembre 5, 2018

"Il problema evidentemente non siamo noi". "Torino è una città simbolo". Si parte dalla Torino-Lione per arrivare all'importanza delle infrastrutture nel grande appuntamento previsto il 3 dicembre alle Ogr di Torino, ormai palcoscenico della lotta pro e contro il Tav, a cui prenderanno parte oltre 2mila industriali. "Noi non viviamo sulla luna ma in mezzo alla gente, alle imprese" commenta il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, mentre il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani sottolinea che "stiamo pagando un prezzo altissimo per l'ostilità verso le imprese e per il clima di sfiducia creato da questa maggioranza". Per gli imprenditori che ieri erano più di tremila per la prima volta tutti assieme a lanciare un appello al governo dopo l'ipotesi di uno stop alla Torino-Lione l'alta velocità è fondamentale per "l'integrazione economica del nostro Paese su scala soprattutto europea", per "la promozione di un sistema dei trasporti centrato sull'intermodalità" e per "la crescita economica e le migliaia di nuovi posti di lavoro che derivano da investimenti ad alta redditività". "È dobbiamo farlo il più velocemente possibile", avverte il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti.

Il movimento No Tav attacca l'iniziativa degli imprenditori: "Ben poco attivismo imprenditoriale si è visto quando la disoccupazione giovanile ha toccato il 40% o le infrastrutture da nord a sud sono crollate facendo vittime e feriti". "L'alzata di scudi - hanno detto - c'è solo quando i ben poco intraprendenti imprenditori rischiano di perdere una ricca commessa di soldi pubblici".

"Il messaggio che parte oggi da Torino è un richiamo alla politica e al governo da parte dei corpi intermedi dello Stato ad avere il senso del limite".

Sono presenti i presidenti nazionali di Confindustria, Casartigiani, Ance, Confapi, Confesercenti, Confagricoltura, Legacoop, Confartigianato, Confcooperative, Confcommercio, Cna e Agci.

"Il messaggio è chiaro, sì alla Tav Torino-Lione, sì alle infrastrutture, sì alla crescita, perché le infrastrutture sono un'idea di società, includono, e sono un'idea di visione del Paese, centrale tra Europa e Mediterraneo, aperta a Est e a Ovest". E abbasserà la quota residua che l'Italia deve ancora stanziare da 1,2 miliardi a 366 milioni di euro.

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