Di Maio scioglie l'azienda di famiglia, il fratello nominato liquidatore

Cornelia Mascio
Dicembre 5, 2018

Ieri a Porta a Porta il vicepremier ha annunciato che la società di cui è socio al 50% assieme alla sorella sarà messa in liquidazione dal momento che nell'ultimo anno non ha più ricevuto commesse.

Se vogliamo parlare dei figli, Gigino di Maio ha fatto tutta la sua carriera spargendo false verità e vero fango sui padri degli altri, io ho sempre detto che la giustizia è una cosa diversa dal giustizialismo. Ricostruiti i passaggi dalla ditta del padre, Antonio Di Maio, alla madre.

ROMA -"Ogni accostamento dei guai dei Di Maio alla mia famiglia fa fioccare le azioni civili per risarcimento danni: ancora oggi un quotidiano ci ha diffamato sul lavoro nero, dicendo il falso, e il suo direttore ne risponderà in tribunale". Notificato l'avvio del procedimento, Antonio Di Maio e la zia del vicepremier avranno circa 10 giorni pre presentare le proprie controdeduzioni e poi il sindaco del Comune del napoletano Felice Di Maiolo potrà decidere se emettere o meno l'ordinanza di abbattimento. Questo perché ai tempi l'azienda contava centinaia di migliaia di euro di debiti. A quel punto nasce una nuova ditta, la Ardima, che aveva come amministratore la mamma di Luigi Di Maio, la signora Esposito. "C'è una evidente continuità tra le due operazioni" ha proseguito.

Una memoria fallace quella del ministro che si dimentica che una stalla è diventata una casa con piscina.il tutto rigorosamente senza licenza edilizia.

La tesi dell'esposto sembra essere confermata anche da un post su Facebook del 2015 dove Di Maio spiegava che i 100.200 euro di capitale sociale della Ardima Srl "è frutto del conferimento (chiamiamola pure banalmente "fusione aziendale") della vecchia società di famiglia - abbiamo una tradizione trentennale - nell'Ardima Srl, costituita da me e mia sorella nel 2012, quando neanche immaginavo che mi sarei candidato alla Camera dei Deputati".

Dopo queste rivelazioni è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle, parlando in una loro nota di curiosità nel "sapere come adesso il Pd commenterà la vicenda venuta fuori sui lavoratori senza contratto gestiti da Matteo Renzi e suo padre, quando li mandavano a distribuire giornali a nero nella loro Firenze".

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