Bye Bye Geoblocking: Shopping online senza più limiti in Europa

Cornelia Mascio
Dicembre 6, 2018

"Si tratta di un importante provvedimento che contribuisce alla realizzazione del mercato unico digitale e che permetterà di supportare lo sviluppo del commercio elettronico transfrontaliero abbattendo blocchi geografici ingiustificati" ha dichiarato in una nota Roberto Liscia, presidente diNetcomm (il consorzio del commercio digitale italiano), che ha collaborato, insieme all'associazione Ecommerce Europe, alle fasi di stesura del testo da parte dell'Europarlamento.

Il geoblocking era uno strumento limitativo attraverso cui i cittadini europei erano impossibilitati a compiere acquisti oltre i confini senza incorrere in aggiunti sovrapprezzi. Ora, ha sottolineato, "si mette fine a questa pratica". A partire da oggi, 3 dicembre 2018, il provvedimento entra di fatto in vigore su tutto il territorio dell'Unione Europea.

La Svizzera non sembra ancora pronta a seguire Bruxelles in questo tipo di riforma e gli svizzeri continueranno quindi a essere rimandati a siti dedicati con prezzi solitamente più alti. Le vendite online di prodotti crescono del 22% all'anno, ma spesso i venditori rifiutano di vendere a clienti di un altro Stato membro dell'UE o di offrire prezzi vantaggiosi quanto quelli offerti ai clienti locali.

Da lunedì 3 dicembre l'Unione Europea ha vietato il cosiddetto geo-blocking: quell'insieme di pratiche con cui i negozi online limitavano gli acquisti dei clienti che si collegavano da altri paesi dell'Unione Europea, applicavano loro condizioni di vendita diverse o li costringevano a comprare da altri siti registrati nei loro paesi di provenienza. Anche se la Commissione Ue si è però impegnata a rivedere la situazione nel 2020 e decidere se mettere fine al geoblockingan che per musica, e-book, videogiochi e software. Questo significa che, ad esempio, un cliente Netflix in Italia non potrà sottoscrivere un abbonamento a Netflix Germania, ma in compenso potrà continuare ad usare il suo abbonamento quando si trova al di fuori del proprio paese. Di conseguenza, ha spiegato "due terzi dei consumatori che volevano fare acquisti online all'estero non hanno potuto farlo".

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