Ecotassa sulle auto, stop di Salvini: ?Incentivi sì, nuove imposte no?

Cornelia Mascio
Dicembre 7, 2018

L'ecotassa "sta nel contratto di governo" e "la volontà del governo è quella di tenerla", ha dichiarato durante un intervento in commissione Bilancio della Camera. Dall'inizio del prossimo anno e per i successivi tre anni, spiegano quindi Crippa e Dell'Orco, "chi acquisterà e immatricolerà in Italia un'autovettura nuova elettrica, ibrida o alimentata a metano, si vedrà riconosciuto un contributo economico fino a 6mila euro, calcolato sulla base della CO2 emessa per chilometro". La Lega però si dice pronta a modificarla al Senato. Dagli industriali ai sindacati, dal Pd a FdI e FI che con Simone Baldelli ha agitato un gilet giallo fuori da Montecitorio, la protesta è montata in modo incalzante, diffusa a tutti i settori più o meno limitrofi all'automotive, tanto da costringere il governo a fare marcia indietro, annunciando correzioni nella seconda lettura della legge di bilancio al Senato. Parole che fugano ogni dubbio sul fatto che il "mini-rinvio" di reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni, con un risparmio di circa quattro miliardi, ultima "concessione" di Salvini e Di Maio, non basta. "Questa è l'idea della norma pensata dal governo, che disincentiva chi sceglie un'auto più inquinante". Sulla stessa linea il vicepremier Luigi Di Maio: "Non vogliamo mettere tasse alle auto ma dare un bonus a chi acquista auto che non inquinano".

E rivendicata anche dal ministro dell'Ambiente, anche lui cinquestelle, Sergio Costa: "Chi non intende allinearsi alla salvaguardia del Pianeta, deve essere sfavorito", ha spiegato. Lo ha fatto capire il premier, Giuseppe Conte, ieri sera dopo il vertice a Palazzo Chigi sulla manovra: "Abbiamo deciso di effettuare un supplemento di riflessione". Alla Camera si vota una fiducia fantasma e il tempo per correggere le cose in modo un po' organico non c'è più: l'unica soluzione a questo punto è un rinvio della partenza dei due provvedimenti simbolo (e poi si vedrà).

La nuova tassa sulle emissioni inquinanti delle auto riguarderà, così come delineata dall'emendamento alla manovra, non solo auto di grossa cilindrata ma anche molte utilitarie, a partire da uno dei modelli più diffusi in Italia, la Fiat Panda.

L'annuncio dell'introduzione di un'ecotassa sull'acquisto di auto tradizionali, non elettriche o ibride, ha suscitato parecchie polemiche.

Guardando ai livelli di emissioni dei modelli Fiat riportati sul sito dell'azienda, la tassa non risparmierebbe quasi nessuno, né la Panda, né la 500X, tra i modelli praticamente più venduti in Italia.

Secondo quanto riportato dall'agenzia Asca, sotto i 110 grammi di CO2 per chilometro non si paga nulla, sopra si inizia a pagare una cifra fissa che parte da 150 euro per le vetture fino a 120 g/km e che sale progressivamente fino ad un massimo di 3mila euro per le auto che emettono oltre 250 g/km. Della gamma Volkswagen non si salverebbe alcun veicolo.

Altre relazioniGrafFiotech

Discuti questo articolo

Segui i nostri GIORNALE