Nel 2050 l'immunoterapia sarà la cura per tutti i tumori

Modesto Morganelli
Dicembre 8, 2018

"Presto avremo chiudere con alcuni tipi di cancro", Allison ha detto, citando i progressi contro alcune forme tra cui il melanoma.

Il primo è avvenuto nel 1982 in Texas, quando Honjo propose al collega di collaborare, ma senza successo.

L'immunologo giapponese, docente presso l'Università di Kyoto, all'inizio degli anni '90 individuò la proteina PD-1, un recettore che impedisce ai linfociti T (cellule T) del sistema immunitario di riconoscere le cellule cancerose; Allison, direttore del Cancer Research Laboratory dell'Università della California di Berkeley e del Ludwig Center for Cancer Immunotherapy, in un lavoro indipendente condotto nel medesimo periodo scoprì invece la proteina CTLA-4, anch'essa in grado di inibire l'azione delle cellule T del sistema immunitario contro il cancro.

L'immunoterapia oncologica potrà trattare tutte le tipologie di cancro entro il 2050, e anche se la malattia non verrà eradicata, potremo bloccarla ogni volta che essa si manifesterà e dunque sopravvivere. "Ci siamo già incontrati in passato", ha detto Allison. Entrambi, pur seguendo percorsi diversi, sono riusciti a trovare il modo per contrastare i tumori con una nuova arma. "Ci sono oltre un migliaio di terapie combinate attualmente in corso". Senza parlarsi, ognuno dei due studiava le cellule immunitarie cercando, sulla loro superficie, le proteine utilizzate dai tumori per ingannarle e per continuare a crescere indisturbati. "Perché l'immunoterapia ha un'elevata specificità, è adattabile e ha memoria". La speranza di Allison è che fra i prossimi bersagli ci siano i tumori del cervello. Ma non solo. Oltre a studiare il sistema immunitario, il tumore e l'ambiente che lo circonda, infatti, un altro sforzo dovrà concentrarsi sul microbiota, l'insieme dei microrganismi che vivono insieme a noi.

Mentre la ricerca immunoterapica va avanti, oggi si celebrano i Nobel del 2018: i due scienziati Tasuku Honjo e James Allison che, con i quasi 900mila euro del premio da dividere, intendono aiutare nuovi ricercatori per continuare a battere la strada che loro hanno aperto. "La flora intestinale può regolare il funzionamento del sistema immunitario", continua Maio: "Una certa composizione del microbiota favorisce l'immunoterapia, quindi si potrebbe agire sulla flora per renderla più efficace". E magari sconfiggere il cancro prima del 2050.

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