Antitrust multa Facebook: 10 milioni per raccolta dati personali ingannevole

Cornelia Mascio
Dicembre 9, 2018

I 31 milioni i utenti italiani, sostiene insomma l'Autorità, non sarebbero adeguatamente a conoscenza del giro d'affari di Facebook, che usa le informazioni che gli utenti forniscono volontariamente per attirare gli inserzionisti per pubblicità mirate.

"L'Autorità ha inoltre accertato che Facebook, in violazione degli articoli 24 e 25 del Codice del Consumo, attua una pratica aggressiva in quanto esercita un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori registrati, i quali subiscono, senza espresso e preventivo consenso - quindi in modo inconsapevole e automatico- la trasmissione dei propri dati da Facebook a siti web/app di terzi, e viceversa, per finalità commerciali".

Alla ricerca di consigli di stile? Le informazioni date sono "generiche e incomplete" e non permettono di distinguere fra l'uso dei dati necessario per personalizzare il servizio e quello che serve per campagne pubblicitarie.

L'iscrizione è gratuita, lo sarà per sempre, ma i dati degli utenti vengono usati per fini commerciali e senza un chiaro consenso da parte degli interessati.

L'indebito condizionamento deriva invece, si legge nel comunicato di Agcm, "dall'applicazione di un meccanismo di preselezione del più ampio consenso alla condivisione di dati".

In considerazione dei rilevanti effetti della pratica sui consumatori, l'Autorità ha altresì imposto al professionista, ai sensi dell'art.

Intanto l'associazione dei consumatori prosegue ad incontrare i dirigenti di Facebook per evitare che in futuro accadono le stesse violazioni e per stabilire dei sistemi di indennizzo automatici quando si verificano irregolarità come quelle sanzionate dall'Antitrust. Così facendo, Facebook, in violazione dei commi 21 e 22 del codice, induce ingannevolmente gli utenti a registrarsi e rimanere senza compiere una scelta completamente cosciente. Un portavoce ha fatto sapere che il social network cercherà di fare chiarezza su quanto contestato dall'Autorità: "Stiamo esaminando la decisione dell'Antitrust e speriamo di poter lavorare con loro per fare chiarezza su quanto contestato". "Quest'anno - ha continuato - abbiamo reso più chiare le nostre Condizioni d'uso e le nostre normative, in modo da aiutare le persone a capire meglio come utilizziamo i dati e come funziona il nostro business". Abbiamo anche reso le nostre impostazioni sulla privacy più facili da trovare e utilizzare e lavoriamo costantemente per migliorarle. "Le persone hanno il possesso e il controllo delle loro informazioni personali su Facebook".

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