Manovra: ok incentivi a auto elettriche e tasse a chi inquina

Cornelia Mascio
Dicembre 9, 2018

Nella serata di ieri è stato proposto un emendamento che propone sia incentivi all'acquisto di nuove auto ecologiche, sia una tassa per penalizzare i mezzi più inquinanti.

Ecco, se c'è una cosa che l'emendamento alla Legge di Bilancio inserito martedì in "notturna" nella Legge di Bilancio dai sottosegretari alle Infrastrutture e Trasporti, Michele Dell'Orco e allo sviluppo economico, Davide Crippa, è riuscita ad ottenere, è stata la saldatura mai così estesa e compatta di protesta da parte di tutte le forze economiche industriali, politiche e sindacali. che ruotano intorno all'automotive. La tassa, dai 150 ai 3mila euro, è proporzionale al livello delle emissioni.

"Spiace che il Governo non abbia deciso di aprire una sia pur breve interlocuzione premissiva con gli operatori del settore perché si sarebbero potuti approfondire molti dettagli legati al mercato e al comportamento dei consumatori e, quindi, affinare al meglio la proposta approvata: allo stato attuale, per esempio, da un punto di vista applicativo, non è chiaro con quale tipo di procedure omologative vengano calcolati i valori di CO2, considerate le diverse norme esistenti in materia (NEDC, NEDC correlato, WLTP) e gli sviluppi che avranno nel 2019". La stessa modifica prevede incentivi (da un massimo di 6.000 euro a un minimo di 1.500 euro) per chi acquista nello stesso periodo un'auto elettrica o a basse emissioni. Una data in cui ci si aspetta anche di vedere sul mercato più modelli elettrici. "Con il meccanismo del bonus/malus, invece, le auto più inquinanti costeranno di più, perché dovranno pagare un'imposta in base alla CO2 prodotta, e dunque acquistare vetture meno inquinanti sarà anche più conveniente". Parallelamente viene istituito un incentivo all'acquisto di auto nuove che parte da 1.500 euro per le auto che emettono tra 70 e 90 gr. CO2/km (come quelle a gas), sale a 3.000 euro per quelle ibride, e arriva a 6.000 euro per le auto 100% elettriche. Sicuramente maggiore la platea delle auto penalizzate dalle nuove tasse, che riguarderebbe circa un milione e 350 mila acquirenti, con i motori a benzina mediamente più penalizzati dei diesel. Solo questi numeri dovrebbero far desistere il Governo dal confermare l'emendamento. Concordano tutti i sindacati. "Dal Governo l'ennesimo schiaffo all'industria nazionale e all'ambiente. Incentivando i veicoli a prezzo più alto e tassando le automobili più popolari non assolviamo i ritardi dei produttori: queste norme schizofreniche sono un danno per il Paese e i lavoratori", commenta Marco Bentivogli. Per il numero uno della Uilm, Rocco Palombella, "colpire il comparto dell'auto significa mettere a repentaglio decine di migliaia di posti di lavoro". Ne riparleremo più avanti.

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