Dal 16 gennaio scattano i dazi europei sul riso asiatico

Remigio Civitarese
Gennaio 12, 2019

Torneranno in vigore la prossima settimana i dazi Ue sull'import di riso da Cambogia e Myanmar a seguito della richiesta presentata dall'Italia nel febbraio 2018. Secondo quanto appreso dall'ANSA, la Commissione Ue ha avviato la procedura di approvazione che, salvo colpi di scena, si concluderà mercoledì 16, con il regolamento di esecuzione che sarà pubblicato il 17 in Gazzetta ufficiale per entrare in vigore il giorno dopo.

Il provvedimento comunitario prevede un periodo di reintroduzione dei dazi solo sul riso indica lavorato per un periodo non superiore a tre anni, con un valore scalare dell'importo stesso da 175 euro a tonnellata nel 2019, 150 euro a tonnellata nel 2020 e 125 euro a tonnellata nel 2021; una proroga è possibile ove sia giustificata da particolari circostanze. La notizia dell'avvio della procedura ha visto la soddisfazione del presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, che ha sottolineato "ora occorre lavorare per estendere anche al riso non lavorato". Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

La crisi è drammatica in Italia e mette a rischio il primato nazionale in Europa dove l'Italia - rileva la Coldiretti - è il primo produttore di riso con 1,40 milioni di tonnellate su un territorio coltivato da circa 4.000 aziende di 219.300 ettari, che copre circa il 50 % dell'intera produzione Ue con una gamma varietale del tutto unica. L'importazione di riso asiatico tra il 2012 e il 2017 è aumentata esponenzialmente fino a incidere per più del 30 per cento sulle importazioni e la produzione Ue e i prezzi sono crollati del 40 per cento - aggiunge Rolfi -.

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