Ragazza saudita verso l'Australia

Remigio Civitarese
Gennaio 12, 2019

L'Onu ha riconosciuto lo status di rifugiata a Rahaf Mohammed al-Qunun, la diciottenne saudita bloccata in Thailandia nel tentativo di raggiungere l'Australia dopo avere abiurato la religione islamica, temendo per la sua incolumità. Lo ha confermato l'Unhcr, l'agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, che ha chiesto a Camberra di accoglierla.

La ragazza, presa in carico dall'UNhcr, aveva spiegato di subire maltrattamenti fisici e psicologici in famiglia per motivi banali, per esempio di essere stata sequestrata sei mesi perché si era tagliata i capelli; ma aveva deciso di fuggire per evitare un matrimonio forzato. "In pochi giorni la vicenda di questa ragazza, che ha corso rischi incredibili fuggendo dalla sua famiglia e dall'oppressivo sistema della tutela maschile, è diventata fonte d'ispirazione per milioni di persone e ha messo in evidenza il grande coraggio e i sacrifici di chi, ovunque nel mondo, cerca salvezza fuori dal suo paese", ha dichiarato Samah Hadid, direttrice delle campagne sul Medio Oriente di Amnesty International. La rinuncia all'Islam o apostasia è punibile in Arabia Saudita con la pena capitale. Suo padre e suo fratello sono arrivati a Bangkok martedì, ma Qunun ha rifiutato di vederli, ha spiegato il capo della polizia thailandese.

Ci sarebbero vari paesi disponibili e proprio l'Australia ha lasciato intendere che la soluzione potrebbe essere vicina.

Greg Hunt, ministro dell'Agricoltura australiano, spiega: se ha lo status di rifugiato, daremo serissima considerazione alla concessione di un visto umanitario.

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