Medicina, età del cervello: le donne battono gli uomini di 3 anni

Modesto Morganelli
Febbraio 7, 2019

Il tempo che passa non concede pari opportunità a uomini e donne, metabolicamente parlando.

Attraverso la scansione, è stato possibile monitorare il flusso di ossigeno e glucosio al cervello del campione in esame (esattamente 121 donne e 84 uomini di età compresa fra 20 e 82 anni). I ricercatori hanno indagato in particolare sul modo in cui il cervello bruciava la sua benzina: lo zucchero.

Il cervello femminile e quello maschile invecchiano in maniera diversa e il cervello delle donne si mantiene "più fresco" nel tempo. È infatti noto che, con l'avanzare dell'età, si riduce la quota di zuccheri metabolizzata a livello cerebrale attraverso un processo chiamato glicolisi aerobica. Hanno istruito il programma con i dati su metabolismo cerebrale ed età delle donne, per calcolare l'età dei maschi a partire dagli esiti delle PET. I risultati hanno confermato la validità del modello di calcolo: i cervelli dei volontari maschi apparivano in media 2,4 anni più vecchi rispetto alla loro età. Un dato su cui molti ricercatori - e non solo! - avrebbero scommesso, e che ora trova una sorta di certificazione grazie al lavoro degli scienziati della Washington University School of Medicine di St. Louis, negli Usa, che in uno studio pubblicato sull'ultimo numero di Pnas ammettono che, in fondo, man mano che si invecchia le donne rimangono mentalmente più attive degli uomini. La maggiore 'giovinezza' del cervello femminile era rilevabile anche nelle ragazze di vent'anni rispetto ai coetanei, ma il significato di questa differenza è ancora da decifrare.

Il cervello femminile invecchia meno del cervello maschile: è circa 3 anni più giovane rispetto a quello degli uomini.

A spiegarlo è lo stesso Goyal, come racconta Ansa: "non è il cervello degli uomini a invecchiare più velocemente: in realtà gli uomini raggiungono l'età adulta circa tre anni dopo le donne e questa differenza persiste nel corso della vita".

Paziente sottoposta a PET (Phanie/AGF) Resta così confermata un'importante ipotesi sull'evoluzione del cervello della specie e dell'individuo, nonché l'influenza sul cervello della differenziazione sessuale nelle varie età. Ciò vale sia per gli anziani che per i giovani e potrebbe spiegare perché le donne tendano a essere meno vulnerabili alle malattie neurodegenerative.

Altre relazioniGrafFiotech

Discuti questo articolo

Segui i nostri GIORNALE