Diabete, addio agli aghi: in sperimentazione le ‘iniezioni ingoiabili’. Come funzionano

Modesto Morganelli
Febbraio 10, 2019

Progettata negli Stati Uniti, fra Massachusetts Institute of Technology (Mit) e Università di Harvard, al momento la Soma (self-orienting millimeter-scale applicator) è stata testata su maiali e cani, ma gli scienziati del Mit sperano di iniziare i test sugli esseri umani entro tre anni. I ricercatori hanno utilizzato la modellizzazione al computer per ottenere una variante di questa forma per la capsula, che consente di riorientare se stessa anche nell'ambiente dinamico dello stomaco.

Giovanni Traverso, assistente professore presso il Brigham and Women's Hospital, Harvard Medical School, e visiting scientist nel Dipartimento di ingegneria meccanica del MIT, dove è iscritto come membro della facoltà nel 2019, è anche un autore senior dello studio. Tutti i materiali di cui è fatta sono biodegradabili e gli stessi aghi sono di insulina liofilizzata e compressa, combinata con ossido di polietilene, una sostanza comunemente utilizzata in molti farmaci. Ritengono che questo tipo di somministrazione di farmaci possa essere utile per qualsiasi farmaco proteico che deve essere normalmente iniettato, come gli immunosoppressori usati per trattare l'artrite reumatoide o la malattia infiammatoria intestinale.

Le prospettive aperte da questa nuova tecnologia sono quelle di rivoluzionare la somministrazione di insulina da parte dei diabetici visto che da quasi un secolo, secondo quanto riferito dall'altro coordinatore della ricerca Langer, si cercano alternative alle iniezioni per somministrare l'insulina. La difficoltà è nel riuscire a renderle resistenti a un ambiente acido come quello dello stomaco. In primo luogo la capsulasfrutta la sua forma, ispirata alla corazza delle tartarughe, per restare in equilibrio in modo da mantenere la posizione verticale che le permette di far fuoriuscire gli aghi contro la parete dello stomaco. Nella seconda fase rilascia i micro-aghi, bloccati da una struttura di vetro-zucchero a forma di disco che si scioglie quando viene raggiunto lo stomaco.

La capsula, sottolineano gli studiosi, "è stata in grado di rilasciare abbastanza insulina da abbassare lo zucchero nel sangue fino a livelli paragonabili a quelli ottenuti con le tradizionali iniezioni cutanee". La terza fase, consiste nel somministrare il farmaco nella quantità programmata. "Consideriamo questo risultato una prova della fattibilità della tecnica e adesso - ha osservato - si apre un panorama molto ampio".

I dettagli sulle rivoluzionarie capsule sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Science.

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