Sanremo e polemiche, Baglioni: "Festival popolare? Giudichi solo il televoto"

Brunilde Fioravanti
Febbraio 11, 2019

Una vittoria sorprendente, la delusione di uno dei finalisti, i fischi del pubblico e le critiche alla direzione: sono gli ingredienti che hanno reso esplosivo il finale della 69esima edizione del Festival di Sanremo, che ha visto trionfare Mahmood con il brano "Soldi".

E' il vicedirettore di RaiUno Claudio Fasulo a comunicare, il giorno dopo la finale del 69esimo Festival di Sanremo vinto da Mahmood, i picchi di ascolto della serata: "Il picco di ascolto in termini di spettatori durante la serata finale del Festival di SANREMO è stato registrato alle 22.10, con 13 milioni 311 mila spettatori mentre Eros Ramazzotti concludeva la sua esibizione; il picco in share all'1.26, con il 73.7%, alla proclamazione del vincitore, Mahmood. Dalla parte vostra per sempre". Nel mirino finiscono la Giuria d'Onore (che ha un peso del 20% sul giudizio finale) e la Giuria della Sala Stampa (30%) che con le loro scelte hanno ribaltato le preferenze espresse dal pubblico con il televoto a pagamento (50%). Sulla vittoria di Mahmood, da molti definito italo-egiziano a causa delle origini del padre "Non credo che il trattino sia appropriato - risponde Claudio Baglioni in sala stampa - è un ragazzo italiano". La sua è una favola, lo dice anche Baglioni, "da zero a tutta". Baglioni ter, sì o no? Anzi, l'ipotesi di un tris si affaccia prepotentemente.

Intanto Teresa De Santis, ospite da Mara Venier, dice la sua: "Dipende molto da lui, da quello che vuole fare". Tutte idee che restano ovviamente tali, in questo caso è una idea nostra che nasce dalle tante riflessioni fatte in questi giorni dai diretti interessati. Di Baglioni ho apprezzato il perfezionismo e l'attenzione. Ma su un possibile ritorno alla guida della kermesse il prossimo anno, il cantante è dubbioso: "Tanto lavoro da fare, sul futuro non so". Per esempio la possibilità di ridurre i brani in gara: anche il direttore artistico si è accorto che 24 sono troppi, allungano eccessivamente la durata delle serate e forse fanno sì che qualcosa si perda. Quello che, invece, vede di buono nell'ultima annata è la creazione di Sanremo giovani, che gli piacerebbe mantenere. Però, c'è un però.

"Ora ho tanto bisogno di qualche settimana di ombra, prima di riaccendere i riflettori quando tornerò al mio percorso individuale". Per quanto riguarda il bilancio qualitativo dello spettacolo da lui offerto, aggiunge "Ho un piccolo rammarico, non essere riuscito a fare più cose insieme a Virginia: siamo entrambi dei talenti, ma non sempre pur avendo ingredienti di prima qualità si riescono a trovare le dosi giuste".

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