La gaffe di Tajani sulle foibe: caso diplomatico con Croazia e Slovenia

Remigio Civitarese
Febbraio 12, 2019

Plenkovic ha parlato con Tajani immediatamente dopo la cerimonia di domenica chiedendo spiegazioni e dicendosi sorpreso dalla boutade del presidente dell'europarlamento, con cui, ha aggiunto " ho avuto negli ultimi anni ottimi rapporti". "Il fascismo era un fatto, e aveva lo scopo di distruggere il popolo sloveno", ha scritto il premier sul suo account Twitter.

"Esprimo la mia ferma condanna e respingo con forza le dichiarazioni di Tajani che contengono elementi di rivendicazioni territoriali e di revisionismo storico". Il ministero degli esteri sloveno in una breve nota, in cui non fa riferimento diretto a Tajani, ha scritto che "dichiarazioni che tendono verso il revisionismo storico sono contrarie all'ordinamento europeo". "Il Governo e la Hdz sono fortemente contrari". Plenkovic ha detto di aver già parlato con il presidente del Parlamento europeo al quale ha espresso la propria insoddisfazione per il discorso e chiesto chiarimenti. "Il mio riferimento a Istria e Dalmazia italiane non è una rivendicazione territoriale ma un riferimento agli esuli italiani, ai loro figli e nipoti che erano presenti alla cerimonia".

Sulla vicenda è intervenuto anche Benedetto Della Vedova, Segretario di PiùEuropa: "Sono allibito dalle parole, come minimo equivoche, pronunciata ieri da Tajani durante il giorno del ricordo", ha scritto Della Vedova su Facebook. Tajani non rispetta la sua funzione.

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