Alitalia, per Lufthansa la decisione è ancora aperta

Cornelia Mascio
Febbraio 14, 2019

Ad affermarlo Harry Hohemeister, membro del cda di Lufthansa.

Dalla compagnia tedesca potrebbe arrivare poi un'altra apertura. E aggiunge che Alitalia beneficerebbe di un ingresso nel gruppo tedesco perché si ritroverebbe in una realtà "forte e di successo, con esperienza nel settore delle integrazione delle compagnie aeree e un piano sostenibile".

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Se tutto questo tira e molla durerà ancora a lungo, dell'orgogliosa Alitalia presto non rimarrà nulla.

A proposito delle reazioni dall'Italia, Hohemeister ha dichiarato: "Non abbiamo la sensazione che là si stiano svolgendo le discussioni giuste". "Finora non ho ancora sentito dire che quello che offre Lufthansa sia così problematico da non potersi accettare", afferma in un'intervista all'Handelsblatt, in cui ribadisce l'interesse per il mercato italiano, assicura che con i tedeschi Alitalia avrebbe "una prospettiva" e svela per la prima volta il numero degli esuberi (indiscrezioni indicavano 5-6000 persone): "Noi riteniamo al momento che sarebbero colpiti circa 3.000 posti di lavoro". Rassicura intanto sulla trattativa il ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio, promettendo novità a breve.

Lufthansa conferma il suo interesse per Alitalia ma chiarisce che punta ad un'azienda ristrutturata e, allo stato dei fatti, calcola che ci siano 3.000 dipendenti di troppo. "C'era un progetto fatto".

Quella di Delta, anche con il coinvolgimento di Easyjet sui voli di medio raggio, resta l'ipotesi principale sulla quale stanno battendo Ferrovie e il governo italiano. "Di Maio dica la verita', e non metta in crisi il futuro di migliaia di dipendenti", scrive in una nota il senatore Bruno Astorre (Pd), membro della commissione Lavori pubblici e Trasporti del Senato.

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